Ci sono passato anch’io. All’inizio si inizia a correre con un piccolo obiettivo: 10 km, una mezza maratona o cose del genere.
Ma poco dopo, è un classico, si vorrebbe farlo molto più a lungo. Sognando maratone, ultra maratone, ultra trail e così via.
Purtroppo, poi ci si scontra con la dura realtà dei fatti e la crescita non è così facile. Raggiungere questi obiettivi è assolutamente fattibile. Anzi, per tanti si tratta della realizzazione di un sogno, di un obiettivo a medio e lungo termine. E si può fare, a patto che si abbiano delle basi solide.
Tuttavia, come dico spesso, ci vuole tanta pazienza ed altrettanta costanza.
Quindi? Come si cresce con i chilometraggi? Come si aumenta la lunghezza degli allenamenti?
Il primo passo è assicurarsi di poterselo permettere, tra virgolette. Cioè, avere un corpo ed un cuore sano. Una tecnica di corsa adeguata. Una muscolatura in grado di supportare e sopportare gli sforzi. Anche un regime alimentare dignitoso.
A questo punto, si potrà anche pensare ad un aumento del chilometraggio settimanale. Che potrà portarvi al raggiungimento di traguardi apparentemente lontani ed irraggiungibili, ma che scoprirete man mano essere sempre più alla portata.
Di quanto aumentare?
Partiamo da quella che potrebbe sembrare e di fatto è una domanda fondamentale. Quanto si può e si deve crescere?
Prima di rispondere è doveroso fare una scontata premessa: essendo tutti diversi partiamo da situazioni diverse. Aumentare i km per un neo runner è ben diverso da uno che per esempio ha già corso una mezza maratona.
Tuttavia, nel mondo della corsa, solitamente esiste una regola piuttosto consolidata che prescrive un aumento massimo del 10%/20% del chilometraggio totale di una settimana rispetto a quella precedente.
Però così facendo ci si limiterebbe un po’. Diciamo che questa regola generale, pur avendo basi assolutamente attendibili, non pone un limite preciso all’aumento e non è tarata su misura per chiunque. E così, pur seguendo questi consigli, dettati dal buon senso comune, ci si ritrova lo stesso in mezzo ad alcuni potenziali problemi, perché con l’aumento delle distanze aumenta il rischio di infortuni, sovraccarichi, ecc.
La prima cosa che voglio dirvi è di non fidatevi di tabelle prese su internet o consigliate dal cugino e manco da me. Se ne avete la possibilità e la volontà fatevi seguire da un allenatore competente.
Perciò, è bene allargare la visione su più aspetti. Ovviamente, mantenendo questa percentuale di crescita in mente, da usare come metro di base, ma non limitandoci a correre con la calcolatrice, contando esattamente il 10% di km in più ogni volta.
E allora, vediamoli questi aspetti che ci consentono di crescere meglio. Questi suggerimenti per aumentare nel lungo periodo con la lunghezza delle proprie corse, nel modo migliore.
- Tempo e disciplina
Senza di questi, non si andrà da nessuna parte. Sono dei prerequisiti necessari per avere obiettivi a lungo termine.
Perché non basta aumentare un allenamento una volta ogni tanto, ma la crescita sarà pressoché costante per un po’ di tempo.
Ragionate sul volume settimanale e mensile totale e non sulla singola uscita. Non fissatevi su una singola distanza obiettivo, ma lavorate tutti i giorni per raggiungerla.
Niente ansia da prestazione e nessuna fretta nè ossessione di fare troppo. - Quantità e qualità
Nella corsa è necessario saper trovare un giusto equilibrio tra i km di qualità svolti ed il chilometraggio complessivo.
Partiamo dal presupposto che tutti i km in più corsi devono essere assimilati, potremmo dire digeriti, dal nostro corpo. Anche quelli corsi lentamente.
E quindi, se ci si dedica principalmente all’aumento della quantità (cioè, dei chilometri) non si aggiunge mai qualità. O meglio, non si andrà a lavorare in modo specifico sul potenziamento della velocità di base.
Questo a meno che voi non siate atleti élite o comunque runner molto esperti ed in grado di gestire questo genere di uscite all’interno della tabella e della visione ad ampio raggio.
Con questo non sto dicendo che non si faranno mai più ripetute, fartlek, collinari e così via. Ma non sarà questo il focus principale della settimana e della preparazione in genere.
Infatti, come spesso detto anche in passato, il chilometraggio settimanale corso a ritmo veloce non dovrebbe quasi mai superare il 20% dei km totali. Se siete dei runner esperti potete anche mantenere questa proporzione e quindi con l’aumentare dei chilometraggi settimanali totali cresceranno proporzionalmente gli allenamenti di qualità. Ma se volete andare tranquilli, i km in più, quelli extra, correteli a bassa intensità. Io sono per quest’ultima parrocchia. Nel dubbio, correte piano. Addirittura, se siete dei runner da poco, camminateli questi km in più. Li mettete all’inizio e alla fine dell’allenamento, allungando riscaldamento e defaticamento. - Mai oltrepassare un aumento di 15/20km settimanali
Come sempre, non siamo tutti uguali. E ci saranno sicuramente tra voi dei runner in grado di permettersi qualcosa in più. Mentre altri avranno un limite ancora più basso.
Personalmente, non ho mai visto tabelle con aumenti così spropositati per dei tapascioni. E nelle mie l’aumento non ha mai superato i 10 km a settimana o al limite poco più.
In ogni caso, lo so che volete i numeri precisi: abbiamo detto all’inizio che l’aumento sarà di circa il 10%-15%-20% settimanale? Ok, ma poniamoci almeno un limite, che stabilirei attorno ai 15 km di aumento in più, massimo massimo 20, che per un amatore sono già tanta tanta roba.
Penso che se arrivate a queste cifre si tratti già un bel passo in avanti: fatelo di queste proporzioni solo se siete mooolto sicuri. Dovete essere degli amatori già almeno un po’ evoluti e con esperienza. - Settimane di recupero
Non per tutto il periodo di crescita dei chilometraggi si andrà ad aumentare.
Infatti, è bene prevedere una settimana ogni tanto di scarico, per dare al corpo l’opportunità di recuperare ed assimilare gli sforzi fatti.
Questa sarà una piccola settimana di parziale stacco, sulla quale potraete concentrarvi di più sul cross-training o sulla core stability.
Io ne faccio una ogni 4 settimane: ovvero, in un mese faccio 3 settimane di carico ed una di scarico. Ma anche qua la regola non è fissa. C’è chi farà uno scarico ogni 3 settimane, chi ogni 5 e anche ogni 6. Come sempre, sta molto a voi e a quanto siete preparati.
Il mio consiglio è comunque di non esagerare: meglio una settimana di scarico in più, o una anticipata di 7 giorni, rispetto al rischio di farsi male per aver sottoposto il corpo a troppo lavoro.
E poi lo sapete anche meglio di me: per via del principio della supercompensazione, la settimana di recupero vi farà anche andare più forte successivamente.
Di quanto ridurre i chilometraggi in questa settimana? Di circa il 20-25% rispetto ai 7 giorni precedenti.
Nella settimana successiva, quindi quando si ricomincerà a caricare, vi consiglio di replicare un ciclo settimanale dal chilometraggio simile se non uguale a quello della settimana pre-scarico.
Vi faccio un esempio con i numeri, così ci capiamo meglio.
Settimana prima dello scarico: 60 km.
Settimana di scarico: 60km – 20%. Cioè 48km.
Settimana successiva, di nuovo 60km. - Trovate una formula che vi faccia sentire a vostro agio
Ad inizio episodio e anche nel punto precedente vi ho fatto qualche esempio numerico su percentuali di aumento e scarico settimanale.
E’ necessario però dire che ognuno è fatto a modo suo e non esiste nella maniera più assoluta una regola fissa sulla crescita.
La cosa migliore da fare, oltre a sentire un coach o comunque un professionista, è affidarsi alla propria esperienza, all’ascolto del proprio corpo e trovare di conseguenza una “formula” che per voi funzioni.
Cioè, che vi consenta di progredire senza che vi sentiati sempre stanchi, o peggio, che vi infortuniate.
Per qualcuno questo vorrà dire aumentare del 10% di settimana in settimana, qualcuno aumenterà la prima del 10%, la seconda del 5% e poi scaricherà. Altri aumenteranno anche del 15% di colpo. Non esiste una regola assoluta, ma solo quella giusta per voi. - Meglio poco che niente
Questo punto è per completare ciò che si è appena detto. Meglio aver paura che prenderle. E allora piuttosto crescete di pochissimi km, magari tutti corsi lentamente, con pazienza, senza strafare. E’ decisamente meglio aver fatto anche solo 5 km in più rispetto alla settimana prima che nulla.
E sapete quale tecnica facile facile vi può aiutare in questo? Allungate semplicemente ogni allenamento di 1 o 2 km. Lo accennavamo anche prima. Magari uno all’inizio ed uno alla fine, di riscaldamento e defaticamento, corsi lentamente. Anche solo allenandovi 3 volte a settimana vi porterete a casa, senza sforzi, 6 km in più. - A volte non aumentate
Sebbene nella vostra tabella adesso vi attenda una settimana con un ulteriore carico di km, se per qualche motivo non ve la sentite, replicate quella appena passata, assestando e solidificando gli allenamenti appena svolti.
Rinvierete l’aumento di 7 giorni: che problema c’è?! - Ignorate il passo al km
Come già detto, se non siete sicurissimi, i km aggiuntivi correteli piano. Ma aggiungerei una cosa: non guardate il passo al km. In questi minuti concentratevi su voi stessi e sulle sensazioni che solo la corsa vi sa regalare.
Aggiungerei pure che se proprio siete all’inizio inizio, contate questi aumenti in minuti e non in km. Per alcuni anche solo stare 10 minuti sulle gambe servirà. - Gradualità
Punto immancabile in ogni lista sul running che si rispetti.
Non dovete avere fretta.
Come si è ampiamente capito da tutti i punti appena descritti, l’aumento deve avvenire senza traumi e senza eccessivi carichi di lavoro. Il corpo deve avere il tempo di abituarsi. E la cosa migliore per farlo, senza farsi del male, è crescere poco alla volta. Del resto, come si suol dire, la pazienza è la virtù dei forti.
