Approfondisco un argomento già toccato nel Q&A, rispondendo al quesito di Romualdo e di Emanuela.
Come calcolare la Frequenza Cardiaca Massima
1) 220 – Età
2) 208 – 0,75 x Età. La FC Max teorica si ottiene sottraendo a 208 il 75% della propria età.
3) Ce ne sono anche altre: Formula di Cerretelli, Formula di Mellerowicz. Se volete divertirvi, cercatele su Google.
4) Strumenti clinici: test massimale, sul tapis roulant e test da sforzo, su cicloergometro. Questi test da laboratorio vengono svolti solitamente sotto la supervisione di un cardiologo o di un fisiologo sportivo.
5) Test sul campo: è forse il più adatto a noi. Non ci costa nulla e ci fa ottenere un risultato decente. Ovviamente, va svolto bene, con intelligenza e con tutte le dovute precauzioni.
La procedura è semplice: fate un riscaldamento adeguato, seguito da un esercizio che vi porti gradualmente sempre più vicino al vostro livello massimo di sforzo.
Quando siete al massimo, rallentate e fate il defaticamento.
La vostra frequenza cardiaca massima sarà circa 10 battiti più alta del valore massimo registrato durante lo sforzo.
Per sicurezza, vi consiglio di fare la prova in presenza di qualcuno. Inoltre, dovete essere un po’ allenati. Fare un test sul campo da frequenza cardiaca massima senza preparazione è rischioso, perché si potrebbe sottoporre il corpo a uno stress eccessivo. Visto che non vi voglio sulla coscienza per così poco, se avete dei dubbi, consultate il medico sportivo prima di fare il test.
Una volta che si ha questo dato, bisogna configurare le zone della FC sul proprio sportwatch.
Io ho modificato così le zone sul Garmin Connect, perché quelle base non sono secondo me quelle corrette.
Zona 1: dal 50% al 60% della FC max.
Zona 2: dal 60% al 78% della FC max.
Zona 3: dal 78% al’85% della FC max.
Zona 4: dall’85% al 91% della FC max.
Zona 5: dal 91% al 100% della FC max.
Ad ogni zona corrisponde un diverso tipo di allenamento:
Zona 2: lento
Zona 3: bassa lento
Zona 3: medio
Zona 3: alta corsa in soglia
Zona 4: bassa corsa in soglia
Zona 4: alta interval
Zona 5: ripetute
Per chi è all’inizio però sarà più difficoltoso rimane nella zona 2. Il battito tenderà comunque a salire. Solo allenandosi si migliorerà.
Per rispondere in particolare ad Emanuela, mi sento di consigliare di evitare la corsa media e basta. Lo dicevo anche proprio nella puntata dell’elogio alla corsa lenta e questo è il tipico caso. Perché dobbiamo dare stimoli differenti al nostro corpo e correndo solo a ritmo medio si otterranno pochi risultati.
So che Emanuela non corre da tantissimo, perlomeno, 4-5 uscite settimanali non le fa da tanto tempo. Quindi, all’inizio è normale che il battito si alzi anche con un’uscita non troppo impegnativa.
Tuttavia, è giusto dopo poco provare a variare le uscite in base all’obiettivo.
Se l’obiettivo è bruciare i grassi, è meglio correre piano, magari facendo qualche km in più. Quindi zona 2 e 3 bassa.
A stomaco vuoto, al mattino senza colazione o alla sera, senza mangiare dal pranzo o con una merenda molto leggera. Preferibilmente senza carboidrati.
All’inizio comunque basta correre piano.
Nella corsa lenta, è giusto ricordarlo, si dovrebbe essere in grado di parlare senza alcuna difficoltà.
Per limitarsi, senza un orologio che sia perfetto nella rilevazione e senza sembrare pazzi, parlando da soli, potete anche provare a correre “a naso bianco”. Cioè, correndo respirando solo con il naso, senza la bocca.
E’ come una sorta di limitatore, tipo quello dei cinquantini, che non vi fa andare più di una certa velocità. In questo modo anche i battiti non dovrebbero salire.
Un super principiante forse non riuscirà a correre senza l’ausilio della bocca, ma già una persona con un po’ più di allenamento dovrebbe riuscirci. Fate un tentativo!
Video di Coach Roberto Martini, in cui spiega bene come correre per bruciare i grassi: https://youtu.be/PN3nBLSNpv0
Per migliorare, però, bisogna variare gli allenamenti settimanali. Ad esempio, con 4/5 uscite settimanali, secondo me si può fare un allenamento più lungo, ma lento. Uno di più qualità, per esempio 500 metri veloci e 1km più piano N volte. Un ritmo medio. Un’altra o due uscite più brevi e di corsa lenta.
Specialmente all’inizio comunque andateci piano anche con gli allenamenti di qualità.
Esistono tonnellate di tabelle per qualsiasi livello di preparazione ed obiettivo.
Idem per le tipologie di ripetute ed allenamenti di qualità. E’ impossibile dare una risposta assoluta in questo senso.
In questi allenamenti si raggiungono zona 4 e a volte anche la 5.
Ricordatevi che circa il 70/80% dei km settimanali devono essere di corsa lenta.
Se poi hai paura che la corsa bruci la muscolatura, tieni presente che gli allenamenti di qualità o di forza servono proprio per aumentare la muscolatura delle gambe. Ovviamente, lavori poco con il corpo, ma per quelli ci sono gli allenamenti da fare a casa.
So poi che un altro obiettivo può essere banalmente aumentare il fiato, la resistenza. In questo caso hanno senso sia uscite lunghe di corsa lenta, che uscite di qualità.
Tuttavia, fare il fondo è la prima cosa da fare per chiunque. E si fa correndo piano.
Semplificando tantissimo, direi che per il fiato puro occorrono i km, anche corsi piano. Per l’esplosività, la velocità pura, occorrono gli allenamenti di qualità.
Ovviamente, so bene che esistono 10000 sfaccettature diverse e tipologie di allenamento differenti. E ci sono uscite che uniscono anche entrambi gli obiettivi. Ma qui non posso mettermi ad analizzare ogni singolo allenamento esistente e devo per forza semplificare.
Comunque è chiaro che anche un’uscita di ripetute brevi sia più indicata per la forza, mentre una con meno ripetute ma più lunghe, si avvicini di più all’obiettivo fondo.
Invece, per alzare il VO2 Max, esistono allenamenti specifici. Le ripetute in soglia.
500metri veloci, recupero, ma non troppo per non far scendere troppo il battito, e così via.
Puntata “Core stability e potenziamento”: https://gopod.me/da0a42-026
Puntata “Migliorare la tecnica di corsa stando a casa”: https://gopod.me/da0a42-031
Sulle velocità da tenere durante gli allenamenti specifici, c’è un altro mondo. E prometto che farò una puntata specifica pure su questo, raccontandovi la mia esperienza in merito.
