Libri sul running: Ultra di Folco Terzani e Michele Graglia

Ultra, un romanzo biografico, ma molto scorrevole, ben scritto.
Link Amazon: https://amzn.to/3iNYE9g

Intervista su Buckled: https://www.buckled.it/e011-michele-graglia/

Folco Terzani, figlio del più famoso giornalista e scrittore Tiziano Terzani, che ha seguito fin da bambino nei suoi spostamenti in giro per il mondo.
Scrittore, documentarista, ma anche appassionato di running.

Michele Graglia, il protagonista del libro. Attualmente, uno degli ultra runner più forti al mondo. E nell’elite assoluta tra gli italiani.

Ma Michele non è sempre stato un runner.
Infatti, lui era un modello di successo, a Miami e a New York.
Fa festa tutti i giorni, entra in ogni locale, spende e spande. Ha una moglie bellissima e anche lui lo è. Al punto che viene chiamato “Il ragazzo degli addominali”. Ed una sera pure Madonna gli alzerà la camicia per toccarli con mano.
Eppure inizia a percepire dei dubbi sulla sua situazione. Al punto che una sera si ritrova a pensare alla propria esistenza direttamente dal cornicione del suo palazzo, osservando il mondo scorrere quindici piani più in basso di lui, chiedendosi che senso abbia quello stile di vita, fatto di lussi ed eccessi.

Ma decide che la vita ha un senso: deve andare avanti. E scopre di amare l’avventura, in particolare quella estrema. Alla “Into the wild”, per citare libro e film famosi.

E così approccia la prima ultramaratona, praticamente senza aver studiato nulla. Solo correndo. Non finirà benissimo, ma la strada inizia ad essere tracciata.

Michele scopre di amare il contatto con la natura, correndo anche scalzo.
Inizia ad alimentarsi meglio, in modo sano.
E pian piano abbandona sempre più il mondo della moda, facendo un salto che a livello prettamente economico è una follia. Lascia un lavoro da migliaia di dollari per una vita decisamente meno ricca. Ma meno ricca solo a livello di conto in banca. Perché quello che conta per lui è la sfida. Con la natura, con se stesso. Portando il suo corpo sempre più verso il limite. O forse oltre.

Michele così diventa uno degli ultra maratoneti più forti al mondo. Vince anche delle gare pazzesche. Ma a lui della vittoria importa ben poco: la vera sfida che vuole vincere è quella con se stesso. Correndo gare nella neve e nel ghiaccio dello Yukon, oppure alla Badwater, affrontando la Death Valley, con un caldo folle a farla da padrone.

Più che Michele va avanti e più scopre di voler correre. Di voler affrontare sfide sempre più grandi ed impossibili. A volte le imprese riescono, altre volte no.
Ma lo spirito con le quale le affronta è sempre lo stesso. Anzi, si rafforza sempre più giorno dopo giorno, come se avesse una costante fame di avventura.
Avventure che si materializzano sotto forma di ultra maratone, spingendo il corpo oltre limiti sempre nuovi, corsi in assoluta solitudine.
Per Michele la corsa diventa come un gesto di ribellione nei confronti del mondo. Rinunciando ad una vita patinata in nome della libertà. Una persona che sembrava poter aver tutto il mondo ai propri piedi, ma che in realtà non aveva niente. Che trova nella corsa, soprattutto quella più estrema, la sua vera ragione di vita.

Il libro è di fatto scritto a quattro mani, ma il tocca da scrittore di Folco Terzani si sente: è molto bravo a trascrivere i pensieri di Michele, rendendo la lettura molto avvincente.

Continua a leggere “Libri sul running: Ultra di Folco Terzani e Michele Graglia”

Correre, ispirati da “Quel pollo di Icaro”

Quel pollo di Icaro. Come volare alto senza bruciarsi le ali. Di Seth Godin.
Link Amazon: https://amzn.to/2CUKbIg

Puntata su libri, ma diversa dal solito.
Un mash-up tra una lettura che sto facendo, non a tema corsa, applicandola però al running.

Il libro è “Quel pollo di Icaro. Come volare alto senza bruciarsi le ali.” di Seth Godin.
Autore, uomo di business e comunicazione. Uno dei miei autori di questo genere che apprezzo di più.

Non è il mio libro preferito di Seth Godin. Consiglio “La Mucca Viola” e “Questo è il marketing”.
Però mi ha dato alcuni spunti interessanti, applicabili alla corsa.

Quindi, leggerò alcuni pezzi del libro e li andrò ad interpretare, adattandoli al come vedo e vivo io il running.

Leggendoli, mi sono immedesimato in molte esperienze che ho vissuto correndo.
Sono rimasto affascinato dalle molte analogie, nonostante il marketing, il lavoro e la corsa possano sembrare mondi distanti tra loro.
Tuttavia, avevo già detto in passato come la corsa per me potesse essere in buona parte una metafora della vita.
E adesso vado via via a riportarvi i passaggi del libro, con la mia interpretazione legata al running.

Grinta
Definizione: “Questa capacità di opporre resistenza – come farebbe un granello di sabbia -, questa grinta, a essere il nostro futuro”.
“Chi ha grinta sa ridurre in polvere l’opposizione, resistere alle critiche e fare ciò che è giusto per la propria arte.”
Per noi, l’arte – la nostra arte – è la corsa. Buffa coincidenza il fatto che la traduzione italiana del libro di Murakami sia proprio “L’arte di correre”.

Gli elementi costitutivi della grinta
Degli studiosi hanno scoperto alcuni elementi che, combinandosi tra loro, danno origine a quella sfuggente qualità che chiamiamo grinta.

Tenacia
“Essa prevede già non solo di avere degli obiettivi, ma anche di avere la passione necessaria a conseguirli”.

Resistenza
“Chi ha grinta ed è determinato a fare la differenza è capace di resistere esattamente come tutti gli altri, ma sa anche trasformare la propria esperienza in qualcosa che gli consentirà, in futuro, di avere un impatto maggiore.”
Ed ancora: “Chi ha grinta capisce che la fatica è parte integrante del lavoro, che è proprio quello sforzo a rendere il lavoro interessante, stimolante, degno di essere fatto. Se non c’è fatica, non avete bisogno di grinta.”

Resilienza
“Affrontare un problema con grinta (analizzandolo come parte di un processo, non come un singolo evento) trasforma ogni intoppo da un momentaneo fastidio da superare al più presto in un’occasione per imparare qualcosa.”

Ambizione
“La grinta esiste anche senza un successo esterno. E’ essa stessa la ricompensa.”

Dedizione
“Se avete sacrificato i vostri obiettivi a lungo termine sull’altare di un feedback immediato, riuscirete forse a godervi dei risultati a breve termine, ma avrete rinunciato alla vostra grinta”.

Flusso
“Quando siamo del tutto immersi in quello che ci piace fare, pienamente concentrati e coinvolti in un’attività che riteniamo importante, accade sempre qualcosa di straordinario”.

Continua a leggere “Correre, ispirati da “Quel pollo di Icaro””

Prendersi una pausa dalla corsa

Si parla sempre di “correre, correre, correre”. Ed oggi voglio fare un po’ l’avvocato del diavolo, andando contro corrente: una pausa dal running ogni tanto ci sta!

In questi ultimi giorni, in concomitanza con il caldo, ho deciso di diminuire un po’ gli sforzi profusi nella corsa. Sia in termini di km che di qualità degli allenamenti.

I giorni di riposo, anche all’interno di cicli di allenamento pesanti, sono importantissimi.

Ma in questo caso sto parlando proprio di uno stacco completo o parziale dal running.

Non perché non mi piaccia correre, ma perché sento un bisogno ogni tanto di farlo.

Ovviamente, con questa puntata non vi sto invitando a fare anche voi una pausa: se vi va di correre, fatelo! Anche tutti i giorni, se riuscite.

Personalmente, penso che una settimana ogni tanto, una o due volte l’anno, anche completamente senza corsa. Oppure un paio di settimane solo con qualche uscita lenta rilassante, possano farmi bene. Sia a livello fisico che mentale.

Credo che ogni tanto qualche giorno di riposo assoluto o comunque con allenamenti più corti e più blandi possano farmi bene. In teoria, per noi tapascioni anche la banale alternanza del giorno di corsa al giorno di riposo può essere uno schema ideale anche in ottica di prevenzione infortuni.

Ci possono volere circa tre settimane senza vedere un calo notevole della forza muscolare. Per cui lo stop, a meno di cause di forza maggiore (leggi infortuni) non dovrebbe essere così lungo.

Questo perché noi amatori, durante i periodi di inattività, siamo più propensi a perdere i progressi fatti nei mesi precedenti.

C’è una buona notizia. Uno studio ha rilevato che sia gli atleti che spesso siamo in grado di raggiungere i nostri livelli di forma migliore più rapidamente dopo una pausa, rispetto a quando abbiamo iniziato con il ciclo di allenamento. Questo spiega anche perché il “tapering”, lo scarico, sia così importante prima di una gara.

Aspetti fisici
Stanchezza, prevenzione infortuni, recupero da acciacchi, rigenerazione muscoli.

Aspetti mentali
Stress mentale. La corsa per me non è un lavoro, ma un modo per rilassarmi e per star bene.
Aumento della voglia: come quando eravamo in lockdown e volevamo correre a tutti i costi. Ecco, una settimana senza corsa già a me fa quell’effetto: ho voglia di uscire a correre!
Mi può aiutare ad aumentare la voglia di correre. A ricaricare questa spinta psicologica.

Del resto la corsa non deve essere uno stress psicofisico, ma una fonte dalla quale attingere per avere un corpo sano e per stare bene mentalmente.

Sul come ricominciare dopo una pausa ho fatto una puntata post-lockdown.
Link: https://gopod.me/da0a42-040

I concetti espressi lì sono sempre validi in ogni caso. Ma, come detto, io non suggerisco una pausa di due mesi.

Continua a leggere “Prendersi una pausa dalla corsa”

Capisci di essere un runner quando…

Quando è stato il momento in cui ti sei detto “Forse sono un runner!”.
Ecco una bella lista di quando potresti realizzare di essere davvero un amante della corsa!

Questo è il link al post sul profilo Instagram del Festival del Podcasting: https://www.instagram.com/p/CDAYondBdao/?igshid=tarqjircpl24
Se volete vedermi sul palco del Festival, cliccateci sopra e metteteci un cuoricino.
Grazie per il sostegno!

La prima cosa che metti in valigia è la roba per correre.

Hai installato nel tuo smartphone 15 app per monitorare allenamenti, risultati delle gare, picchi di forma, ecc…

Hai speso tutti i tuoi risparmi nell’ultimo modello di scarpe da running appena uscito

Hai più paia di scarpe da running, che di qualsiasi altro tipo messe insieme.

Hai una scarpa (o anche più di una) diversa, per ogni esigenza e tipologia di allenamento.

Metà o più del tuo armadio contiene vestiti ed accessori da corsa.

Quando smetti di sentirti ridicolo a uscire con indosso i vestiti color evidenziatore e le braghette aderenti, che fanno risaltare le chiappette.

Non vedi l’ora di avere la scusa per comprare dell’abbigliamento da corsa nuovo.

Hai corso (allenamenti e gare) in ogni condizione atmosferica possibile ed immaginabile: dal sole e caldo atroce fino al gelo ed alla grandine.

Il tuo partner ti dice: “Andiamo a visitare la città X?” E la prima che fai è andare ad informarti sulla data della maratona o della mezza in quella città.

Ogni volta che vai in un posto nuovo la prima cosa che pensi è: “Chissà se ci sono bei percorsi per correre“. E via di ricerche!

Non vedi l’ora che arrivi il fine settimana, ma non perché non si lavora, ma perché puoi fare il lungo.

Se durante il lockdown hai continuato a mantenerti in forma, magari comprando un tapis roulant nuovo.

Se ora, in mancanza di meglio, ti sei buttato a capofitto nelle Virtual Race.

Quando durante il down dei server Garmin hai continuato a correre ugualmente, anche di più, senza lamentarti.

Se hai attraversato con il semaforo rosso, per non perdere il ritmo.

Ti hanno detto mille volte la frase “Ma chi te lo fa fare!”. Oppure “Che voglia che hai!” e “Ma te sei matto!”.

In gara sei stato sorpassato almeno una volta dal vecchietto a cui non avresti dato due lire.

La prima domanda che fai al dottore, dopo una malattia o un infortunio è “Quando potrò tornare a correre?”.

Non corri per dimagrire, ma corri perché ti piace farlo.

Capisci quand’è il momento giusto per concederti una bella birra post allenamento. Ovvero, praticamente sempre!

Ti sei svegliato, hai fatto colazione, hai corso per due ore, hai fatto la doccia ed il resto della tua famiglia sta ancora dormendo.

Se hai visto numerose volte l’alba, correndo.

La tua famiglia è consapevole che correrai a Natale. a Pasqua ed in qualunque altra festa comandata, qualunque cosa accada.

Quando durante le feste sei quello che in famiglia ingrassa di meno.

Una delle prime cose che ti chiedono gli amici, specie quando non ti vedono da un po’, è “Per cosa ti stai allenando?”.

Ricevi ogni giorno almeno 3 e-mail di negozi on-line di articoli sportivi, ma non ti disiscrivi mai.

Se vai al Decathlon, anche se non hai nulla da comprare, vai immediatamente a vedere il reparto “running”.

Quando per te A2, A3 e A4 non sono né formati di fogli, né autostrade.

Quando stai passeggiando per strada e vedi una persona correre, ti sposti.

Analizzi tutte le scarpe sportive che vedi ai piedi della gente per capire se anche loro corrono.

Stessa identica cosa per lo sportwatch. Soprattutto se al polso hanno un Garmin Fenix 6. E lì scatta l’invidia.

Quando ti fanno notare che da due mesi a questa parte parli solo di running.

Per te il gel non è quello da mettere nei capelli, ma da prendere circa ogni ora di allenamento durante il lunghissimo o in gara.

Quando ti fai un bel piattone con due etti di pasta pensi “Ma sì, questo è un il carico di carboidrati che ci vuole!”

Sai con esattezza cosa c’è a 1 km di distanza da casa tua, in ogni direzione.

Se alla parola “ripetute” inizi già a sudare e anche un po’ a smadonnare.

Al lavoro sei diventato “Quello che corre”.

Conosci a menadito la posizione di tutte le fontanelle pubbliche attorno a casa tua.

Sai riconoscere da un km di distanza un runner abituale da uno della domenica.

Quando stai facendo un allenamento, fai un giro dell’isolato in più per arrivare alla cifra tonda con i km percorsi.

Quando incroci un runner alle 6 di mattina del 2 gennaio, con 1 grado di temperatura e ti scambi uno sguardo complice di intesa.

Quando vai in macchina e vedi i cartelli con le distanze dalle località, fai mentalmente il conto di quanto ci metteresti correndo.

Prepari i vestiti per andare a correre con largo anticipo.

La tabella di allenamenti, magari in preparazione di una maratona è sacra.

Sai a quanti metri corrisponde un miglio.

Nel tuo telefono hai impostato più sveglie prima delle 7 di mattina che dopo.

Torni a casa dopo una corsa di un’oretta ed un tuo partner ti accoglie dicendo: “Stavolta hai fatto presto“.

Se trovi in giro una spilla da balia la custodisci gelosamente.

Sei l’unico felice quando in estate arriva una perturbazione.

Prima di una gara hai pisciato in un cesso chimico o in qualche anfratto semi-nascosto.

Ti incazzi quando chiamano “maratona” ogni gara, a prescindere dalla distanza.

Quando te ne freghi del tempo ed esci correndo a sensazione, solo per il gusto di correre, anche alla cazzo di cane.

Quando sai che porti un obiettivo di tempo è giusto, è stimolante. Ma sai benissimo che in verità la cosa più importante è divertirsi e godersela.

Se ad ogni voce che ho elencato, hai fatto sì con la testa, sorridendo. Beh, allora sei un vero runner!

Continua a leggere “Capisci di essere un runner quando…”

Extra running – Il perché di questo podcast: passato, presente e futuro

Puntata in cui non si parla di running, se non in modo laterale.

Questo podcast è nato per semplice egoismo, per imparare a parlare meglio.
In una nicchia dove avessi conoscenze, esperienze quotidiane, ma senza troppa concorrenza.
Un punto di vista diverso dai soliti che si trovano in giro. Meno formativo, ma più colloquiale.

All’inizio non ero costante nella pubblicazione. Andavo abbastanza a caso.
Poi ho scoperto che mi divertivo e che c’era qualcuno interessato.
E ho cercato allora di essere più “professionale”.

La qualità sia a livello di dizione che audio era pessima.
Ma non solo: leggevo e onestamente la cosa credo si notasse. Ora vado più a braccio, quando posso, così l’effetto chiacchierata al bar è più naturale.
Ho riascoltato le primissime puntate e ve lo sconsiglio. Sono oscene!

Ma oltre a quello, ho scoperto che ci fosse un pubblico, una audience che mi ascoltava con costanza.
E così ho scoperto come la cosa più importante fosse creare relazioni personali.
Il mio obiettivo è creare dei rapporti umani, personali.
E’ per questo che vi tedio in ogni puntata con i messaggi privati.
Preferisco pochi ascolti, ma fatti da persone che ascoltano ogni puntata. Degli ultras che non vedono l’ora che sia martedì o venerdì mattina per ascoltare la nuova puntata. Che mi contattano in privato, mi danno la loro opinione, i loro consigli.
Non voglio fare l’ipocrita: i numeri degli ascolti li guardo. Ma meglio 40 ascolti dai fedelissimi ogni puntata che una con 10000 download se poi chi la sente pensa “Ma che cavolo dice questo scemo!”.

Credo che con alcuni di voi si stia iniziando a creare un rapporto umano, di fiducia. Con messaggi quasi dopo ogni puntata. Per il momento siete un numero giusto ed è sostenibile. Chissà se un giorno diventerete troppi!

Ero partito con l’idea di guardare la corsa da un punto di vista differente. E credo che con questo podcast la cosa si sia maggiormente evidenziata. Per usare un termine di marketing (un po’ abusato), è la mia “Unique selling proposition”. Un podcast di un tapascione per tapascioni.

Attualmente, si sta formando un gruppetto di fedelissimi. E ne sono davvero felice.

Per questo agosto, ma in generale anche in futuro, non so se riuscirò a mantenere il ritmo di due puntate a settimana, ma vi assicuro che ci proverò.
Le idee di certo non mi mancano. Tra le mie e quelle che mi avete suggerito ne ho a bizzeffe.

Sul canale Telegram qualche settimana fa ho lanciato un sondaggio, chiedendo quali argomenti volevate trattassi maggiormente.
Ha stravinto, nonostante che io non sia un coach, la voce dei consigli tecnici. Cercherò di parlarne sempre portando la mia esperienza personale ed il punto di vista di un comune runner amatoriale.
Al secondo posto si è piazzato “Filosofia ed approcci mentali al running”. Qua sicuramente porterò i miei pensieri su come vedo e vivo la corsa.
Non trascurerò comunque le altre tipologie di puntata, non vi preoccupate. Ma ci tenevo a tastare il polso, per capire meglio cosa poteva risultare più interessante per voi.

In futuro, oltre a queste categorie, voglio provare ad aggiungerne altre.
Recensioni di materiali, focus su tipologie di allenamento, su app e altri spunti e format che via via mi sono segnato.

Ho avuto anche delle idee per delle interviste, ma non voglio anticipare né promettere nulla. Anche perché non so se riuscirò nell’intento.

Infine, c’è il discorso Patreon.
Lo sapevate che tutto questo podcast è nato come marchetta per spillarvi dei soldi, no?
Scherzo, ovviamente. E’ una possibilità che è nata via via, osservando gli altri e parlando con alcuni di voi, che in privato hanno già dato la loro disponibilità ad un sostegno economico.
Anche qua sto pensando a varie possibilità, in modo che esso non sia solo una donazione, ma ci sia qualcosa in cambio da darvi.
Quando lo lancerò farò sicuramente una puntata in cui spiegherò dettagliatamente tutto quanto.

Continua a leggere “Extra running – Il perché di questo podcast: passato, presente e futuro”
Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora