Quest’oggi vado un po’ sul tecnico, ma come sempre portando la mia esperienza da tapascione.
Affronterò un argomento da coach, semplificandolo e portandolo, spero, alla portata di tutti. In pieno stile Da 0 a 42, insomma.
Venendo subito al sodo, parlerò del principio della supercompensazione.
Cos’è questa supercompensazione?
E’ il processo che compie in nostro corpo, rispondendo allo stress dovuto dagli allenamenti.
Infatti, il nostro corpo reagisce agli stimoli che gli vengono dati.
Il nostro fisico, dopo un periodo di allenamento intenso, necessita di adattarsi.
Dopo una gara importante o prima di iniziare una nuova tabella allenamenti o tra una fase e l’altra è necessario lasciare “decantare” il corpo.
Questo non significa immobilizzarlo, ma lasciarlo riposare con esercizi di allenamento mirato: uscite con corse meno intense, richiami di forza. In alcuni casi è perfetta la cyclette o la bici sui rulli, completata da qualche esercizio stretching.
Probabilmente nell’immediato noterete un leggero peggioramento della forma, ma sappiate che è necessario. Dopo ricomincerete andando molto meglio.
In sostanza, si tratta di un periodo di scarico, nel quale il nostro fisico non solo recupera da un periodo di allenamento, ma assimila ed assorbe tutti gli sforzi fatti. Li mette in cascina, per poterli usare subito dopo, rigenerandosi con efficacia.
Con la supercompensazione il fisico si rigenera, si fortifica e migliora.
Insomma, ricordatevi che il recupero è importante tanto quanto l’allenamento.
In parole ancora più povere, dopo un periodo di allenamento pesante (come può essere quello per avvicinarsi e poi correre maratona), l’ideale è lasciar recuperare il corpo, in modo che abbia il tempo di adattarsi. Dopo un adeguato recupero, che può durare anche 3/4 settimane, si ricomincierà con i nuovi allenamenti, che troveranno il vostro organismo adattato maggiormente allo sforzo e quindi sostanzialmente migliorato.
In sintesi estrema: ci si allena, si recupera (con riposo o in modo attivo) e si guadagna un piccolo gradino dal quale ripartire successivamente.
E’ per questo motivo che i runner dividono le proprie annate/stagioni in cicli di allenamento.
E al termine di ogni ciclo è necessario prevedere un fondamentale periodo di rigenerazione, con supercompensazione annessa.
Ogni ciclo è composto da 4 macro-fasi, che ora provo a spiegarvi. Sono tutte importantissime allo stesso modo, affinché si ottengano dei risultati.
La prima fase prevede un periodo di costruzione, dove si lavora per migliorare, sottoponendo il fisico a determinati stimoli e sforzi. E’ anche detta fase di carico.
Come dice il nome stesso, si va a caricare il corpo, sottoponendolo ad un periodo di lavoro.
Quella che ne consegue è la fase 2, quella di affaticamento.
Infatti, allenandovi con intensità, andrete ad affaticarvi e presumibilmente in queste giornate le vostre performance saranno un po’ meno brillanti.
Successivamente si entrerà nella fase di scarico, che quelli bravi chiamano tapering.
L’intensità degli allenamenti calerà e pian pianino si arriverà al picco di forma, che vi porterà dritti dritti alla supercompensazione. Anche se spesso, ancor prima della supercompensazione, ci sta che ci sia una bella gara. Infatti, teoricamente è qui che si toccherà il massimo della forma.
Dopo il picco, come detto, è necessario far sì che si possano mantenere i livelli raggiunti. Ed è proprio a questo che serve la supercompensazione.
In quest’ultima fase si raccolgono i frutti di tutte e 3 le fasi precedenti. E se si è lavorato bene, si solidificheranno per così poter ripartire in un nuovo ciclo da una base ancor migliore.
Essendo questo un podcast non ho l’ausilio nè di foto nè di video. Ma immaginate di fare come un’onda. All’inizio andrete a salire, nella prima fase, scenderete un po’ durante il periodo di affaticamento, per poi risalire nella fase di scarico, superando il livello iniziale, e stabilizzarvi verso l’alto dopo l’avvento della supercompensazione.
E’ importante dire che all’interno di un ciclo di allenamenti ci saranno altri micro-cicli. Infatti, per esempio, un ciclo potrebbe durare 3 mesi. Ed in ogni mese si potrebbero prevedere delle fasi di costruzione, affaticamento, scarico e supercompensazione.
E pure all’interno di ogni singola settimana, non tutte le uscite avranno gli stessi obiettivi e le stesse intensità.
Infatti, questo principio si può applicare anche solo ad un singolo allenamento. Perché anche dopo una seduta intensa ci vorrà un po’ di tempo per recuperare.
Non esiste una regola fissa circa l’intensità e la durata di ogni ciclo di allenamento e di ogni singola fase. Qua sta a voi sapere come gestirvi. Ovviamente, come consiglio sempre, se avete un coach, sarà lui a preparare per voi tutte le varie periodizzazioni da seguire.
Ma come si fa la supercompensazione?
Ho già accennato qualcosa ad inizio episodio, ma provo a darvi alcuni consigli concreti.
- Diminuite il chilometraggio.
In questo periodo, riducete il chilometraggio totale settimanale, in particolare quello dei lunghi, diminuendoli del 30%/50%. - Lavorate sulla forza e sull’elasticità.
Se volete fare degli allenamenti diversi dal solito, puntate sul tonificare i muscoli e sul renderli più forti, resistenti e veloci.
Per la forza, il modo più semplice è trasformare parte dei vostri allenamenti in piano in allenamenti collinari o in salita, ovviamente abbassando notevolmente la lunghezza delle uscite.
Per l’elasticità, come spesso accade, non scordatevi dello stretching.
Inoltre, se avete la bici, cyclette o i rulli, potreste fare qualche allenamento di questo tipo. - Il recupero deve essere adeguato al carico di lavoro al quale siete stati sottoposti.
Ovvero, se vi siete ammazzati per 3 mesi, probabilmente non basterà una settimana per recuperare.
Ripeto un concetto già espresso, ma questo è quello più importante di tutti. È la cosa che voglio vi portiate a casa quest’oggi: il recupero è fondamentale. Ed è tanto importante quanto uscire a correre. - Variate gli allenamenti.
Cambiate percorsi, cambiate panorami. Divertitevi!
Ne ho parlato di recente: correte a sensazione, anche su percorsi mai fatti e senza l’orologio. Questo è un ottimo momento per poter correre a caso senza sensi di colpa!
Rilassate anche la testa.
Allo stesso modo del fisico, anche il cervello deve recuperare.
E a volte, specialmente in prossimità delle gare, eliminiamo qualche vizio e facciamo una vita più morigerata del solito. In questa fase possiamo anche recuperare un po’ del tempo perduto! Senza esagerare, ovviamente, ma concedetevi qualche strappo alla regola, controllato: ve lo siete meritato!
