Tempo fa ho fatto un episodio dal titolo “Elogio della corsa lenta”, dove parlavo di tutti i motivi perché a me piace correre piano.
Eh sì. Chi mi conosce e segue da un po’ di tempo sa quanto a me piaccia correre senza eccessivi affanni, con il tempo di guardare il paesaggio, di pensare ai fatti miei e così via.
Forse è anche per questo che pian piano mi sto sempre spostando di più sul trail e sulle uscite lunghe. Se siete degli ultrarunner i miei lunghi non saranno poi così eccessivi, ma insomma. Comunque le mie 2-3 ore nel weekend cerco di non negarmele mai e credo di essere lo stesso sopra la media rispetto alla maggior parte dei runner.
Ma non è di questo che voglio parlare. E non è neanche una gara a chi ce l’ha più lungo. Anzi, a chi corre più a lungo. Semplicemente, io me la godo di più così.
Ovviamente, si tratta di un gusto prettamente soggettivo. C’è chi corre per godersi la sensazione di andare velocissimo, di migliorare secondo su secondo. Conosco un po’ di voi che amano fare le ripetute. A ognuno il suo.
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