Come scegliere lo sportwatch

Link affiliato Amazon: https://amzn.to/318BHHz

Canale YouTube “Personal Running Coach”: https://www.youtube.com/c/PersonalrunningcoachIt


Finalmente è arrivata la prima puntata di questo podcast nel quale rispondo ad una domanda degli ascoltatori.
Nello specifico, la domanda mi è stata posta da Chiara, alla quale ho già parzialmente risposto in privato. Se volete fare come lei, scrivetemi su Telegram, al mio account @lorenzomaggiani.
Ma approfitto comunque della domanda per approfondire l’argomento, visto che certamente si tratta di un dubbio ricorrente.
La domanda è “Sono all’inizio. Inizio a superare i 10km, ma vorrei acquistare uno sportwatch. Ovviamente senza investire somme importanti. Puoi fare un nome? Marca? Modello?”.
Preciso che questa è la classica domanda da un milione di dollari. La risposta è davvero difficile.
Se si dovesse dare una risposta assoluta quale sportwatch scegliere, come sempre, dovrei dire “dipende”. Dipende da che tipo di corse si fanno (trail o strada), da quanti km si percorrono e anche dallo sport. Se si fa triathlon, ad esempio, occorrerà uno smartwatch in grado di segnare anche il nuoto. Oppure, se si vuole avere con sé la musica. Nel caso, esistono orologi con memoria integrata per avere un po’ di canzoni.
La scelta non è semplice e di certo non potrò rispondere io in 10 minuti di podcast.
E, dato che è complicatissimo destreggiarsi tra l’infinità di proposte che ci sono sul mercato, provo almeno a dare dei consigli e delle linee guida di massima, basati sulla mia esperienza e quella degli altri runner che conosco.

Primo consiglio: evitate come la peste gli smartwatch “generalisti”, tipo l’Apple Watch o gli Huawei. Perché, pur essendo ottimi come smartwatch, non sono proprio pensati per chi fa sport. Se volete qualcosa per tracciare corse, passeggiate, uscite in bici e così via, puntate ad uno sportwatch.

Secondo: pensate a cosa dovete fare. Se dovete fare trail, occorrerà spendere qualcosa in più. Infatti, dovrete orientarvi su modelli con batteria più potente, perché starete fuori molte ore e magari cercherete modelli con le mappe integrate. Che per chi va nei sentieri possono risultare davvero utilissime. Mi vengono in mente i famosi modelli Fenix della Garmin.
Oppure, se fate triathlon o comunque volete registrare anche attività come il nuoto, dovrete cercare modelli che abbiano questa funzione.
Se invece correte solo su strada o pista potete evitare questo parametro e risparmiare qualcosa.

Terzo: volete la musica? Ci sono alcuni modelli che hanno una memoria interna per le canzoni. Anche in questo caso, se ci tenete, esistono dei modelli ad hoc o quasi per questa “esigenza”.

Quarto: quanto volete spendere? Ovviamente la scelta del budget è fondamentale. Ma sappiate che ad oggi per determinate funzioni (come accennavo prima: mappe o musica) occorrerà spendere qualcosina.
Considerate che le funzionalità di base, compresa l’interazione con lo smartphone, per ricevere notifiche e chiamate anche sull’orologio, le hanno praticamente tutti, ormai. La differenza in fatto di spesa la fa lo schermo touch, lo schermo a colori, la batteria ed alcune funzioni, come già accennato ad esempio per le mappe o per la musica.

A questo punto, scandagliate il mercato. Esistono tonnellate di modelli. Ma se avrete le idee chiare su quali sono le vostre esigenze, sarete in grado di sfoltire parecchio la rosa dei modelli a disposizione.
Roberto Martini, del quale ho già parlato in altre puntate, ha fatto un bel po’ di recensioni di smartwatch nel suo canale YouTube. Andate a darci un’occhiata.
Infine, vi consiglio anche di creare un file Excel o Google Fogli, dove annotare le caratteristiche degli smartwatch che trovate, così da segnare quelli che potrebbero fare al caso vostro.
Leggendo le varie caratteristiche affiancate sarete in grado di selezionare con maggior cura ciò che fa per voi.

Per me, anche se non mi piace essere fan di un solo brand, i Garmin sono i migliori e sono ancora mediamente un gradino sopra alla concorrenza. Sono sinonimo di buona qualità, sia a livello di materiali che a livello di software.
Comunque anche loro non sono perfetti, così come gli altri, per GPS e cardio da polso. Infatti, nessuno smartwatch, neppure il più costoso risulta affidabile soprattutto mentre si corre, con la rilevazione del battito cardiaco. Ma questo vale per tutti i marchi di tutti i modelli, nessuno escluso.
Tornando ai pregi dei Garmin, c’è da segnalare l’app: Garmin Connect è molto ben fatta, con tante statistiche. E per chi come me è un patito dei numeretti e della registrazione delle attività, è un bel plus.
Anche gli altri, su tutti Polar, Suunto e Amazon FitBit hanno le loro app, ma al momento non sono al livello di Garmin Connect.

Io possiedo un Garmin proprio entry-level: il Forerunner 35, che comprai per il Black Friday 2018. All’epoca non ero ancora sicuro del fatto che avrei corso da lì a qualche tempo, per cui optai per uno sportwatch abbastanza low-cost. Avevo appena iniziato a correre qualcosa in più dei 10/12km e mi ero scocciato di registrare tutto con lo smartphone.
Comunque ancora oggi, che faccio chilometraggi più elevati, devo dire che fa il suo dovere alla grande. Non è un orologio con grandi pretese. Ha lo schermo in bianco e nero, per dire. E nel 2020 forse si può puntare a qualcosa di più. Però per iniziare, senza spendere molto, può essere una buona soluzione. Attualmente credo che con meno di 100€ si possa portare a casa. E per 100€ si ha tuttavia un Garmin di buona fattura, con tutte le sue funzioni. Manca giusto la registrazione della nuotata. Ma io non faccio triathlon e non vado in piscina e ne ho bisogno.
Garmin, negli anni, ha fatto anche uscire delle evoluzioni del Forerunner 35: il Forerunner 735 (200€) ed il Forerunner 235 (240€).
Sono orologi che hanno i miei amici e devo dire che tutta la gamma dei Forerunner funziona molto bene.

Sintetizzando: un po’ come per le scarpe, è impossibile dare una risposta assoluta. La cosa da fare è analizzare le proprie necessità e da lì depennare gli orologi che non le vanno a risolvere. In questo modo, si toglieranno via via sempre più modelli tra quelli potenzialmente acquistabili e avrete le idee più chiare.
Dopodiché, cercate ed ascoltate recensioni sui modelli che avete selezionato e, assieme alla vostra idea sul budget a disposizione, effettuate l’acquisto.

Continua a leggere “Come scegliere lo sportwatch”

Le mie gare: World Running Academy Half Marathon 2020

Avrei dovuto inaugurare questo genere di puntate raccontando quelle passate, ma poi ho trovato tanti altri argomenti di cui parlare ed ho finito per posticipare la cosa. E allora vediamo di raccontare la mia esperienza in gara, iniziando da quella a cui ho partecipato giusto domenica scorsa (per chi ascolta in differita, il 23 febbraio 2020): la White Marble Marathon di Carrara.
In verità sarebbe più giusto dire la World Running Academy Half Marathon di Marina di Carrara. Infatti, non ho preso parte alla maratona completa e nemmeno alla 30km perché in questo momento non li avrei nelle gambe.
Quando ho visto qualche mese fa l’esistenza di questa gara, me la sono appuntata, ma non ero sicuro di prendervi parte. Infatti, inizialmente avevo messo come obiettivo la Mezza Maratona delle Due Perle di Santa Margherita Ligure, che si è tenuta ad inizio febbraio.
Però poi quella gara, per impegni personali, mi è saltata. E ho rispolverato questa. A livello di tabelle allenamenti mi è bastato allungare la preparazione di 3 settimane. Ho accarezzato anche l’idea di correre la mia prima gara da 30km, ma poi ho preferito ripiegare sulla mezza, dato che mi stavo allenando principalmente per quella distanza, approfittando anche di un percorso molto veloce per puntare a migliorare il mio tempo.
L’obiettivo era scendere sotto l’ora e 50. E alla fine ce l’ho fatta. Per la precisione: un’ora 49 minuti e 14 secondi.
Ma andiamo per ordine.

Costo iscrizione: 30 euro per me. Prenotando prima si sarebbe potuto risparmiare qualcosa in più.
Pacco gara quasi inesistente, fatta eccezione per la maglia tecnica, molto carina.
Per il resto conteneva una bottiglia d’acqua di vetro da un litro e una bustina di zucchero. Più la spugna per gli spugnaggi fai da te e qualche volantino di altre gare. Non c’erano neanche le spille per attaccare il pettorale, ma per fortuna ne avevo alcune a casa. Comunque non essendo una corsa troppo costosa, ci può anche stare.
Expo facile da raggiungere, anche per chi non era della zona, e ritiro pettorale velocissimo.

Gara: 1059 finisher totali. 259 maratona, 254 30km e 546 mezza.
Percorso velocissimo, da personale, pieno di drittoni che tanto ai runner. Tutto pianeggiante a parte giusto un paio di ponti, ma poca roba. Tracciato segnato molto bene, nonostante le quattro distanze (c’era anche una non competitiva, chiamata Family Run). Era davvero impossibile sbagliare. Anche la sicurezza stradale era davvero eccellente.
Tanti volontari, tutti gentilissimi e disponibili. Ristori così così, un po’ scarsini. Acqua e sali minerali e basta. Non so se era così anche per le distanze oltre la mezza. Pochi bagni, a occhio.
Paesaggio non indimenticabile, senza nulla togliere ad una zona dove ho trascorso un bel po’ di tempo. Sicuramente non è possibile fare un paragone con altre mie gare passate sotto questo aspetto, tipo Firenze o Vienna.
Però, soprattutto la prima parte, corsa nella zona periferica di Avenza non era proprio spettacolare. Meglio quando si è arrivati al lungomare. Ma anche lì in buona parte del tracciato non si era proprio sul mare, ma in una via interna.
Clima ideale per correre. Freddino, ma non troppo. Coperto, con un timido sole a far capolino ogni tanto.

Sono partito un po’ troppo forte rispetto a quanto previsto e alla fine l’ho un po’ pagato. Ho rallentato negli ultimi 5km, corsi a 5,25, ma ho gestito i tempi per stare sotto il tempo che mi ero prefissato. Non fate come me, ma cercate di andare o regolari o di fare il “negative split”.

Medaglia davvero bella, con il 21 fatto proprio in marmo. Vi metto la foto sul canale Telegram. Belle anche quelle della 30km e della maratona.
Ristoro finale sicuramente migliore dei ristori trovati in gara. A partire dall’acqua, moltissima, sempre nei boccioni da litro, al punto che hanno iniziato a regalare le casse da 6, che pesavano 100 tonnellate. Io mi sono limitato ad una bottiglia.

Sono soddisfatto di aver raggiunto comunque io mio piccolo obiettivo, per quanto non certo così impossibile da ottenere.

Nel complesso una gara discreta: ben organizzata, anche se con qualche difettuccio. La mezza la rifarei. Non so se farei la maratona, onestamente. Un po’ per i ristori e un po’ perché avrei paura di trovarmi da solo in alcune parti del tracciato, per i pochi partecipanti. E anche perché a livello paesaggistico potrebbe essere noioso. Sono piccole cose che in una gara come la maratona fanno la differenza.

Continua a leggere “Le mie gare: World Running Academy Half Marathon 2020”

Come superare la sindrome dell’impostore nel running

Così come nella vita, anche nel running (che mi sono reso conto esser spesso metafora della vita), può capitare di essere colpiti dalla cosiddetta Sindrome dell’impostore.
Ma forse alcuni di voi non sanno che cosa sia questa sindrome.
E allora diamo una definizione, direttamente da Wikipedia: si tratta di una condizione mentale caratterizzata dall’incapacità di interiorizzare i propri successi e dal terrore persistente di essere esposti in quanto “impostori”.

In parole povere, sarebbe una situazione mentale che ci blocca dal fare le cose, perché si ha il terrore di essere visti come inadeguati nel farlo. Con la paura di essere giudicati negativamente, appunto come degli impostori.
Ad esempio, io avevo paura di fare questo podcast, perché non mi ritenevo in grado di dare dei consigli, non essendo né un coach né un top-runner. Ma ho superato questo timore e mi sono messo all’opera.

Può capitare di essere sopraffatti da questa sindrome, anche se a volte non la si riconosce.
Si può pensare di non essere in grado di correre una maratona. Ma anche per 10km di fila.
Oppure si può aver paura di non aver la costanza di correre tutti i giorni. Cose così.
Insomma, la sindrome dell’impostore può bloccarvi mentalmente quando volete porvi un obiettivo. Importante, come una maratona, ma anche meno, come i primi 10km.
Buttatevi! Pensate a me! Come ce l’ho fatta io a correre una maratona, ce la potete fare anche voi.
Sappiate che non siete soli. Come voi, in tanti, forse tutti hanno sperimentato questo blocco almeno una volta nella vita.

Ma come si fa a superare questo ostacolo?
Ho trovato un po’ di idee, di motivazioni. E le elencherò parlando al “noi”, perché questa puntata è anche per me.
1) accettiamo l’esistenza di questa cosa. Impariamo a convivere con il fatto che per un po’ ci sentiremo scarsi, inadeguati
2) non siamo al centro del mondo. Non pensiamo che gli altri guarderanno i nostri tempi, i nostri chilometraggi. È molto probabile che, anche se li guarderanno, se li saranno scordati dopo 5 minuti. Non abbiamo i riflettori puntati addosso.
Non voglio sminuire noi stessi e lo sforzo che stiamo facendo, ma stiamo tranquilli quando corriamo, che nessuno controllerà le nostre performance.
3) smettiamola di paragonarci agli altri. Non possiamo paragonarci ai runner più forti. È deprimente. Vanno guardati con ammirazione sì, abbiamo molto da imparare circa la loro etica e disciplina. Rubiamo alcuni loro aspetti. Ma non ha senso parametrare i nostri tempi con quelli dei più forti. C’è sempre e ci sarà sempre qualcuno che va molto più veloce di noi, a meno che non siate Eliud Kipchoge. Nel caso, Eliud, se mi stai ascoltando, scrivimi su Telegram! Il mio account è @lorenzomaggiani
4) collegato al punto precedente. rimaniamo umili. Senza la pretesa di diventare il nuovo Kipchoge o il nuovo Yeman Crippa.
5) accettiamo le critiche, ma non facciamo in modo che queste ci blocchino. Magari qualcuno vuole correggere il nostro stile di corsa, forse a ragion veduta. Ma non prendiamocela. Anzi, proviamo ad imparare dalle critiche costruttive. Così come cerco di fare io, ascoltando i vostri feedback
6) guardiamo ai risultati positivi che otteniamo, seppur piccoli. Se abbiamo iniziato a correre da poco, anche arrivare a 7, poi 8, 9, 10km è un ottimo risultato. Col tempo e con la pazienza si ottiene tutto.
7) accettiamo gli alti e bassi che sicuramente ci saranno. Soprattutto i bassi. Non dovremo farci scoraggiare.
8) non facciamoci prendere dalla fretta. Per alcuni traguardi occorreranno mesi di allenamenti. E, come dicevo prima, ci saranno anche dei momenti nei quali tutto sembrerà difficile. Ci vuole pazienza e costanza.
9) accettiamo i nostri limiti. Dobbiamo essere consapevoli che quasi sicuramente non riusciremo mai ad arrivare a determinate velocità. Sicuramente saremo in grado di crescere e migliorare, ma non penso che potremo mai correre sotto le due ore in maratona!
10) buttiamoci! Gradualmente, ma buttiamoci. Vogliamo correre la nostra prima maratona? La nostra prima mezza? I primi 10km? Oppure una ultra maratona? Qualsiasi sia l’obiettivo, se non ci proveremo, non sapremo mai come potrà andare.

Come ho già detto, anch’io pensavo che non sarei mai riuscito a correre una maratona. Eppure ce l’ho fatta. Con tutti gli alti e bassi del caso, ma ci sono riuscito. E’ stata una lunga preparazione, ma ne è valsa la pena. Ma, se non avessi mai deciso di tentare l’impresa, beh, sicuramente non ce l’avrei mai fatta!

Continua a leggere “Come superare la sindrome dell’impostore nel running”

I 6 gruppi Facebook più interessanti sulla corsa ai quali iscriversi

In questa puntata vado ad elencare i gruppi Facebook sulla corsa ai quali sono iscritto.

Maratone e Mezze in Italia: https://www.facebook.com/groups/164763560668072/
Sito: https://www.maratoneinitalia.it

Esco a Correre Club: https://www.facebook.com/groups/escoacorrere/
Sito: https://escoacorrere.com
Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCML5yV4U9EpPs7QOOHcbirg

RunLovers Club: https://www.facebook.com/groups/137117443144584/
Sito: https://www.runlovers.it
Podcast “Fuorisoglia”: https://www.spreaker.com/show/fuorisogliahttps://www.runlovers.it/category/podcast/

Personal Running Coach – Il Gruppo: https://www.facebook.com/groups/NoLimitsRunningTeam/
Sito: https://www.personalrunningcoach.it
Canale YouTube: https://www.youtube.com/c/PersonalrunningcoachIt

Run Life: https://www.facebook.com/groups/556164661212824/

Garmin Run LAB: https://www.facebook.com/groups/GarminRunLAB/

Puntata “I canali YouTube sul running che preferisco”: https://gopod.me/da0a42-002

Continua a leggere “I 6 gruppi Facebook più interessanti sulla corsa ai quali iscriversi”

Come mi vesto per correre in inverno

Cosa indosso per andare a correre quando fa freddo?

Prima dell’elenco di tutti gli indumenti, occorre ricordarsi la Regola dei 10°. Ovvero, quando si corre si percepiscono circa 10 gradi in più rispetto a quelli ambientali.

Visto che il sudore fa perdere sali, bisogna sfruttare il freddo per non sudare.
Quindi non bisogna coprirsi eccessivamente.

Ovviamente, la percezione del freddo è una cosa molto personale. Anche perché alcune persone sono più freddolose ed altre meno. Ma è importante sapere che una volta che ci si muove, il freddo si sentirà molto meno.

Elenco un po’ tutti gli indumenti che utilizzo per correre con il freddo.

  • Cappello (di rado).
  • Fascia elastica scaldacollo
  • Maglia termica a maniche lunghe
  • Maglia tecnica o felpa tecnica (a seconda di quanto fa freddo)
  • In alternativa o in aggiunta, anche un K-way, in caso di pioggia
  • Guanti
  • Sotto short/Scaldamuscoli
  • Pantaloni lunghi/leggings
  • A volte, anche pantalone corto sopra il pantalone lungo. Non tanto per estetica, ma perché hanno le tasche e possono far comodo
  • Calze
  • Scarpe
Continua a leggere “Come mi vesto per correre in inverno”
Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora