Plog: la mia prima settimana di corsa post-lockdown

Se non lo aveste ancora capito, mi piace usare questo podcast come base per sperimentare un po’, voglio inaugurare l’ennesimo format differente. Portate pazienza, ma per me questo è anche un laboratorio di crescita personale.
Dato che esistono i blog e che gli Youtuber fanno i vlog, io ho deciso di iniziare a fare un plog. Non so se questo termine esista o meno, ma insomma, userò questo mio neologismo per parlarvi delle mie esperienze “live” o quasi, anche in futuro.
E visto che questo podcast per me è anche una sorta di diario e che in Liguria abbiamo avuto il via libera alle corse post fase 1 con una settimana di anticipo rispetto a quasi tutto il resto di Italia, voglio raccontarvi cos’ho combinato nei primi 7 giorni di nuova semi-libertà e quali sono state le mie sensazioni.

Fatemi, sapere senza peli sulla lingua, se questo nuovo genere di puntate può essere interessante per voi o se, invece, non ve ne può fregare di meno, scrivendomi al mio account personale su Telegram, @lorenzomaggiani.

Lunedì, come tanti, avevo una gran voglia di correre e, complice il bel tempo, ne ho subito approfittato per uscire.
Mi sono limitato a 5km, che per i miei standard pre-Covid era un’uscita molto breve.
Infatti, giusto un paio di settimane prima del lockdown avevo corso una mezza maratona, con un discreto tempo (perlomeno per i miei standard). E, se non ci fosse stato il Coronavirus, avrei provato a migliorarmi ulteriormente ad inizio aprile nella Half Marathon Firenze. In quel periodo, in media correvo sui 40/50km settimanali e potete ben immaginare come 5km in confronto possano essere pochi.
Ma, come raccontato nella puntata specifica sul come ricominciare a correre dopo la pausa, è giustissimo ripartire con meno km.
Questi primi 5km, corsi molto tranquillamente, sono stati una bella liberazione, ma devo dire che, nonostante gli allenamenti indoor fatti, ho sentito un po’ la mancanza di condizione. E già al quarto ho sentito un pochino di fatica e le gambe imballate.

Martedì avevo un po’ male alle gambe, anche se non troppo. Non ho voluto forzare e ho preferito non uscire a correre, effettuando una quarantina di potenziamento di core stability, seguendo uno dei video del Coach Roberto Martini, al quale ho aggiunto una ventina di minuti di yoga.
Proprio in questa quarantena ho approcciato la pratica dello yoga, che mi sta piacendo. Ne parlerò in modo più approfondito in una puntata a parte.

Mercoledì sono tornato fuori a correre. Rispetto a lunedì è andata meglio: 6km, sempre a ritmo lento, ma qualche ruggine evidentemente me la ero tolta di dosso ed ho fatto meno fatica. Anzi, mi sono imposto di fermarmi a 6km, per non esagerare.
Ho sentito delle buone sensazioni, finalmente. Lunedì, forse un po’ per la lunga assenza dalla corsa e forse per la situazione ambientale, che ti fa sentire un po’ un ladro, anche se non stai facendo nulla di male, non me la ero goduta appieno.
Invece, questa uscita è stata senza dubbio più piacevole e rilassante.

Giovedì altro giorno senza corsa ed altra attività di potenziamento, con yoga a seguire.

Venerdì 1° maggio, anche complice il giorno di festa, ho fatto altri 6km. Inutile dire che anche questi li ho percorsi a ritmo blando.
Tanta gente in strada, nonostante la giornata uggiosa, ma pochissime auto. Per cercare di evitare al massimo il contatto con le persone, ho cercato di fare qualche percorso alternativo.
Mi sentivo abbastanza bene fisicamente, ma non ero tranquillissimo per via delle molte persone in giro. Ed ero quasi più preoccupato nell’evitarle che nel godermi la corsa.

Sabato, che storicamente per me è il giorno del lungo, ho fatto qualcosina in più, ma senza strafare.
Sempre ritmo lento, ma 9km.
Forse anche complice il caldo e la giornata molto soleggiata ed il fatto di essere uscito un po’ più tardi rispetto alle mie abitudini mattiniere, perché sono partito per le 10, ho fatto un po’ fatica nei primi 3km. Poi però ho spezzato il fiato e ho corso molto meglio, con davvero ottime sensazioni, finalmente. Ho notato che riesco ad apprezzare di più il running quando aumento il numero di km fatti. Forse perché in mezz’oretta non faccio in tempo ad entrare, come direbbero quelli bravi, nel flow, nel mood giusto.

Domenica, invece, riposo completo, in vista della nuova settimana, che sarà molto simile a questa appena passata. L’unica differenza è che andrò ad aumentare leggerissimamente il numero di km fatti.

Ho chiuso così con 26km fatti, che all’incirca sono stati la metà dei 50 che facevo di solito.
La voglia di correre è tanta, ma mi sono reso conto che non sia così semplice farlo in totale sicurezza e nelle uscite che ho fatto negli orari di punta, sono stato costretto a cercare dei percorsi meno battuti, rispetto a quelli standard delle nostre parti.

Come immaginavo, i battiti cardiaci sono saliti di più, a parità di passo, rispetto al pre-pausa. Ma si tratta di un evento inevitabile, che non mi preoccupa affatto. Lo dicevo anche nella puntata sul come ripartire: non ha senso fare troppi paragoni con il pre-lockdown, anche perché in poche settimane si riuscirà a tornare ai livelli abituali, basta non avere fretta.

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Extra running: i podcast che preferisco

Inauguro un nuovo filone di puntate, dove parlerò un po’ più di me, senza essere legato alla corsa. Una sorta di approfondimento sul Lorenzo Maggiani come persona, per i più curiosi. E non parlerò di running, ma di fatti miei. Lo dico subito, così se non ve ne frega niente siete liberissimi di skippare la puntata in allegria. Non mi offendo di certo!

Dato che ho già fatto ben due puntate sui podcast a tema corsa, ho pensato che poteva essere interessante parlare anche degli altri podcast che mi piacciono particolarmente, escludendo quelli sul running già citati. Del resto, se ascoltate questo podcast è probabile che ne ascoltiate anche degli altri. Ed allora vi elenco un po’ di roba secondo me interessante da seguire, perché nella vita non c’è solo la corsa.
Non metto proprio tutti tutti quelli che ascolto, se no la lista diventa lunghissima e vi rompete le scatole. Metto solo quelli per me più significativi.
Vi accorgerete di come molti dei miei ascolti siano legati al web marketing. Però questa è una deformazione professionale, dato che è quello il mio lavoro ed uso il podcast anche come forma di aggiornamento e formazione personale.
Ovviamente, come probabilmente saprete, ormai c’è un podcast per qualsiasi argomento e nicchia: basta saper cercare.

Puntata “I podcast sul running che preferisco”: https://gopod.me/da0a42-008
Puntata “I podcast sul running che preferisco – Aggiornamento”: https://gopod.me/da0a42-034

Alessandro Barbero: https://www.spreaker.com/show/il-podcast-di-alessandro-barbero
Bistory: https://www.spreaker.com/show/bistory
Storia d’Italia: https://www.spreaker.com/show/storia-ditaliahttps://italiastoria.com

Content Marketing Italia: https://www.spreaker.com/show/content-marketing-italiahttps://contentmarketingitalia.com

Il Bernoccolo: https://www.spreaker.com/show/ilbernoccolo

In 4 minuti: https://gopod.me/in4minuti

Indipendenti/Italian Indie: https://italianindie.com

Merita Business Podcast: https://www.spreaker.com/show/merita-business-podcasthttps://www.merita.biz/podcast/

Passione Podcast: https://www.spreaker.com/show/passione-podcast – https://www.officine.me

Strategia Digitale: https://www.spreaker.com/show/strategia-digitale – https://www.youmediaweb.com/strategiadigitale/

Web Marketing e Turismo: https://www.spreaker.com/show/web-marketing-e-turismohttps://www.webmarketingeturismo.it

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Come ricominciare a correre dopo la pausa Covid-19

Finalmente sembra che si possa tornare a correre.
Certo, con alcune limitazioni. E di gare per ora non se ne parla.
Ma intanto possiamo ricominciare ad uscire senza essere costretti a fare i criceti in giardino.

Ed allora come affrontare questa ripartenza dopo la pausa Coronavirus?
Siamo stati fermi praticamente due mesi (ovviamente, parlo per chi non aveva a disposizione un tapis roulant o un giardino o comunque un luogo dove potersi allenare in sicurezza) e quindi ci sono alcuni aspetti da tenere in considerazione per ripartire nel migliore dei modi.

Chi è riuscito a correre, probabilmente parte da una base migliore. E quindi può fondamentalmente prendere ciò che dirò ora e adattarlo in base al suo livello di forma, che certamente sarà migliore di chi si è allenato esclusivamente tra le mura di casa.

Invece, chi aveva iniziato a correre da poco dovrà prendere in considerazione l’idea di ripartire praticamente da 0. Forse sarà addirittura il caso di alternare la corsa alla camminata.
Il primo obiettivo è quello di arrivare a fare 30 minuti di camminata veloce ancor prima di correre. Partite da qualche minuto di camminata a passo normale, alzando ogni tanto il ritmo per 3 o 5 minuti. Salendo gradualmente si arriverà ai fatidici 30 minuti. Dopodiché, si potrà pensare alla corsa. Non abbiate fretta, mi raccomando.
Esistono un po’ di tabelle in giro per il web per chi inizia a correre. Vi linko quella di Runlovers, perché è fatta molto bene: https://www.runlovers.it/2011/programma-facile-facile-per-chi-vuole-iniziare/

Per chi correva invece da più tempo, come immagino la maggior parte di voi, ci sono un po’ di cose da dire.

Ricominciare dopo questo stop è forse più complicato di quanto si possa pensare.
Infatti, si potrebbe voler tornare immediatamente ai livelli pre-Coronavirus in un batter d’occhio, ma questo potrebbe giocare brutti scherzi in fatto di infortuni.
E’ chiaro che non vediamo l’ora di tornare a correre, magari percorrendo gli stessi percorsi nel medesimo tempo di prima. Ma purtroppo è fisicamente impossibile e potenzialmente dannoso ai fini di una corretta ripresa. Sembrerà scontato, ma occorrono gradualità e pazienza.

La pausa forzata ha fatto inevitabilmente diminuire il nostro tono muscolare, ha fatto calare il nostro Vo2Max e la soglia di lattato. Avremo perso anche un po’ di forza, nonostante ci si sia allenati in casa. Per cui, saremo sicuramente per il momento meno performanti di prima. Ma nessuna paura, perché la buona notizia è che i muscoli ed il nostro corpo hanno una memoria. Così, quando riprenderemo a correre, qualsiasi movimento sembrerà familiare. La memoria dei muscoli è una caratteristica davvero sorprendente corpo umano. E non ci vorrà poi così tanto tempo per tornare ai livelli pre-lockdown. I tempi, vi accorgerete, saranno più brevi di quanto possiate immaginare, se farete le cose nel modo giusto.

Disclaimer: non me la sento di dare dei consigli precisi sul numero di uscite e di km da fare, perché non è il mio mestiere e perché ognuno è fatto in modo diverso: base di forma, età, caratteristiche e predisposizioni fisiche, e così via. In più, anche il comportamento in fatto di attività fisica e di alimentazione tenuto in questo periodo di quarantena influirà sulle risposte del nostro corpo.
Oggi mi limito a dare dei consigli di buon senso, validi praticamente per tutti.
Se avete un coach a disposizione, fidatevi ciecamente delle sue indicazioni. Chi meglio di lui potrà dirvi cosa fare. Ma dato che tantissimi runner optano per il fai da te, compreso il sottoscritto, ritengo sia giusto darvi qualche dritta. E ve la voglio dare sia a livello atletico, che a livello psicologico e comportamentale.

1) Riprendete con calma, senza esagerare
Ricordatevi che le gare sono lontane. Non c’è fretta. Ed è necessario ripartire gradualmente.
Pur non dando numeri precisi, all’incirca, dovrete calare significativamente il volume di km delle prime settimane, rispetto a quelli che facevate prima. Forse occorrerà calare anche del 50, 60, 70%. Dipende da come vi siete comportati in queste settimane e dallo stato di forma che avevate prima della pausa.
E tutti questi km dovrete farli ad un ritmo lento.
In particolare, le prime due settimane saranno quelle fondamentali per avere il polso della situazione circa il vostro stato di forma. E in base a come risponderà il vostro fisico, dovrete adattare i relativi allenamenti.

2) Costruite il fondo
La prima cosa da fare è costruire la base. Un fondo di km, tutti, come detto, corsi a ritmo lento, senza effettuare allenamenti di qualità, come le ripetute o i fartlek.
Prima di tutto, occorre lavorare sul fondo, per avere una base solida sulla quale ripartire.

3) Crescete gradualmente con i km
Il fisico deve adattarsi nuovamente alla corsa ed ai suoi sforzi. Prima di tornare ai vostri livelli abituali, aumentate gradualmente i km del 10/15% ogni settimana.
E come sempre, mettete in programma anche i giorni di riposo.
Questo va fatto almeno per 3-4 settimane. Poi, in base a come reagirete si potrà capire se aumentare ancora o no.
In media, dopo un mese si potrà tornare ad un livello come quello pre-stop. E si potranno via via inserire nuovamente gli allenamenti di qualità.

4) Non fatevi prendere dall’entusiasmo
Accelerando i tempi (e i ritmi) potreste avere subito una buona risposta dalle vostre uscite, ma poi rischiereste di sbattere contro una condizione che non cresce adeguatamente, oppure potreste incappare in un infortunio.
Tanto di gare alle porte non ce ne sono. C’è tutto il tempo per tornare al 100% della forma.
Anche se siete runner esperti e avete sempre corso tanti km, programmate alcune uscite brevi. Anche se avete la smania di correre e vi sentite di poter fare più km non fateli! Serve molta cautela per evitare il rischio di infortuni.

5) La regolarità è fondamentale
Anche se non ci sono gare in vista, è fondamentale dare un po’ di regolarità: se prima si correva tutti i giorni, può andar bene ricominciare alternando un giorno di corsa e uno di riposo per qualche settimana, evitando di tentare subito di tornare alle prestazioni precedenti la pausa.
Tuttavia, se non accusate problemi e stanchezza, occorrerà essere regolari in queste uscite settimanali.

6) Prestate attenzione al terreno
Come accennato, i muscoli hanno perso tono e forza, e così le articolazioni hanno perso mobilità ed elasticità. Se avete la possibilità di correre su qualche superficie più morbida dell’asfalto, provateci. Ad esempio, strade bianche o sentiero. Ovviamente, andrebbero bene anche i parchi e la pista, ma dipende da quando saranno aperti e con che limitazioni, che saranno diverse a seconda delle varie regioni.
Se correte sull’asfalto, prendete comunque in considerazione l’idea di usare il paio di scarpe più protettivo che avete, almeno per le primissime uscite.

7) Non dimenticate ciò che avete fatto in casa
Se siete stati dei runner virtuosi, sicuramente avrete fatto attività di potenziamento, core stability ed andature in casa durante questo periodo di clausura.
Mantenete almeno un allenamento di questo genere nel vostro calendario allenamenti.

8) Ascoltate il vostro corpo
Questo per me è come un mantra. Non è certo il caso di infortunarsi subito. Partite piano e crescete in modo graduale, ascoltando le sensazioni che vi dà il vostro corpo. Se sentite il bisogno di rallentare, di fermarvi o di fare un giorno di riposo in più, fatelo senza vergogna.
E se invece di salire del 10% nella settimana dopo, farete un’altra settimana uguale alla precedente, poco male. L’importante è ricominciare senza stressare inutilmente il vostro fisico.
Mai come in questo caso è giusto diffidare delle tabelle di allenamento preconfezionate che potete trovare on-line. Fatevi guidare dalle sensazioni e dal buon senso.

9) Trovate nuovi obiettivi e motivazioni
Probabilmente le vostre gare sono state cancellate o spostate. E nei prossimi mesi non avrete obiettivi sicuri per i quali allenarvi, dato che l’incertezza sulle gare future è ancora molta.
Questa pausa obbligata dovrebbe avervi riempito di voglia di correre. Ma se così non fosse, perché siete quei runner che hanno costanza solo quando seguono una tabella rigida, dovrete cercare nuovi piccoli obiettivi. Poneteveli e misurateveli da soli: migliorare sotto aspetti tecnici o anche su determinate distanze. Non sarà un personal best ufficiale, ma potrebbe bastare.
E già che ci siete, riscoprite il piacere di correre senza gare in vista, solo per il gusto di farlo. Correre deve essere prima di tutto un gesto che vi dà soddisfazione, senza legarlo per forza alla prestazione.

10) Ricordate che la strada è di tutti quanti
Non commettete l’errore che alcuni hanno fatto con noi runner, giudicandoci, guardandoci male o, peggio ancora, insultando o picchiando le persone.
Se, quando correrete, incontrerete qualcuno, a prescindere dall’attività che sta praticando, rispettate le norme previste ed abbiate rispetto. Tutti hanno gli stessi diritti circa gli spazi occupati. Sia che si corra, che si passeggi, che si vada in bici, ecc.

11) Siate grati e siate felici di aver ripreso
Questo per me è l’aspetto più importante di tutti.
Non fate paragoni ad ogni uscita di come la corsa fosse più facile prima dello stop. Non controllate lo sportwatch ogni km per vedere l’andatura ed il battito.
Godetevi il fatto che siete finalmente tornati a fare quello che vi piace.
Ascoltate il vostro respiro, i vostri passi, i vostri battiti. Godetevi ogni passo. Apprezzate la corsa, al ritmo lento.

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TV e running: We need lungs – I Pirenei di corsa

Una nuova serie, stavolta su tutto ciò che si può trovare in tv sulla corsa: film, documentari, serie tv, ecc.

Parto da un docu-film abbastanza sconosciuto: We need lungs.
Lo faccio per due motivi: perché il protagonista dell’impresa è un italiano: Sebastiano Arlotta Tarino e perché è stata un’attività a fin di bene. Infatti, l’iniziativa è stata messa in pratica per far conoscere e per raccogliere fondi circa la Fibrosi Cistica. Ecco il perché del titolo “We need lungs”, che tradotto in italiano vorrebbe dire “Abbiamo bisogno di polmoni”.

L’impresa consiste nell’attraversare di corsa i Pirenei, da costa a costa. Partendo da Nord fino al mar Mediterraneo. Una roba come circa 900km e 60mila metri di dislivello positivo da correre in 9/10 giorni. Insomma, 100km al giorno di media, principalmente lungo il sentiero GR10.

Questa corsa, fatta nel 2018, è stata collegata ad una raccolta fondi per l’acquisto di un sistema portatile di perfusione d’organo a temperatura fisiologica, da donare alla Lega Italiana Fibrosi Cistica. Alla fine sono stati raccolti 4051€.

Il docu-film, dalla durata di poco più di un’ora vede protagonista, ovviamente, Sebastiano, ultra runner che ha già corso svariati iron man, ultramaratone nel deserto ed in montagna, con svariate difficoltà altimetriche e climatiche.

Ma non è da solo. Ci sono altri compagni, che gli daranno un supporto tecnico e morale lungo l’impresa. Tra tutti Bill O’Connor, esperta guida montana di fama internazionale che, coincidenza, conosceva Sebastiano già ai tempi in cui l’atleta italiano andava a scuola.
Bill appare per molti minuti, raccontando i dettagli più tecnici e psicologici di questa avventura: le difficoltà, le scelte da compiere, lo spirito che la pervade, il suo punto di vista, la sua filosofia, ecc…
Bill, che forse è quasi più protagonista nel film di Sebastiano, si sente responsabile per la sua salute e per le criticità che deve affrontare, sia fisiche che psicologiche. Sebastiano, infatti, dovrà vedersela con grossi dislivelli, sia in salita che in discesa, logorio fisico e mentale, condizioni metereologiche avverse, solitudine per molte ore della giornata.
Bill O’Connor cerca, tuttavia, di rimanere spesso in contatto con lui, grazie al GPS e al cellulare, dandogli dei check-point lungo le giornate per rifornirlo e per controllarne lo stato di salute. Quando il GPS ed il telefono non prende, Bill si mostra seriamente preoccupato per lui. Si vede la loro intesa, ed è un rapporto quasi padre-figlio.
E’ sicuramente la persona più adatta a consigliare Sebastiano nel suo tentativo.

La fotografia è davvero bella. Seppur non si veda sempre Sebastiano correre, dato che per molto tempo è da solo, i paesaggi che scopriamo sono veramente incantevoli.

E’ una storia di determinazione, dove, oltre al bene superiore della beneficenza, si scopre bene quanta fatica e preparazione ci possa essere dietro ad un’impresa del genere. Inoltre, possiamo comprendere come sia saldo ed importante il rapporto che c’è tra il mentore (Bill) e l’atleta (Sebastiano), che si fida ciecamente dei suoi consigli.

Non vi spoilero nulla sull’esito del viaggio-avventura. Vi anticipo solo che le difficoltà non mancheranno certamente!
Per scoprire se vincerà Sebastiano o se vincerà la montagna, vi consiglio di andarlo a vedere!
Lo trovate facilmente su Amazon Prime Video.

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Le mie gare: Vienna City Marathon 2019 – Mezza maratona

Secondo episodio del filone delle mie gare. Però vado a ripescare una mia vecchia gara, corsa esattamente un anno fa: la mia prima mezza maratona, alla Vienna City Marathon 2019.
Non era la prima volta che raggiungevo i 21km, lo avevo già fatto in allenamento, ma lo era per la prima volta in gare ufficiali.

Questo è stato il primo grande obiettivo che io ed i miei amici ci siamo dati, quando molti mesi prima avevamo deciso di iniziare a fare sul serio con la corsa.
L’idea era quella di abbinare un viaggio di 4-5 giorni ad una mezza maratona, distanza per noi sfidante (eravamo tutti dei super principianti), ma non impossibile.

Ed allora abbiamo iniziato ad allenarci, spesso insieme, in 4 o 5 persone.

Siamo arrivati a Vienna 3 giorni prima della gara, il 4 aprile. La gara si sarebbe poi tenuta domenica 7.
Ed abbiamo fatto i turisti per tutti e 3 i giorni, andando il 5 a ritirare il pettorale + il pacco gara. Pacco ricco di gadget, integratori e cose così, ma senza maglietta. Che, considerato il costo elevato di iscrizione (80€, se non ricordo male) è stato molto caro. La maglietta, che a me non piaceva neanche molto, te la potevi comprare a parte, alla modica cifra di 40€ o giù di lì.
L’expo era davvero super: tantissimi stand, dove poter perdere un bel po’ di tempo, tra abbigliamento, alimentazione, materiali.

Siamo arrivati al giorno della gara già stanchi, perché fare tantissimi km e stare sulle gambe per 3 giorni di fila non è esattamente lo scarichino ideale per una gara. Ma noi non eravamo andati lì per fare il personal best, ma per vivere un’esperienza.
E questo, nel bene o nel male, c’è stato. Sicuramente non me la scorderò.

Il clima, nonostante i nostri timori, era ottimo. C’era un po’ di vento, cosa che non ci saremmo mai aspettati, nei giorni precedenti, ma alla domenica le condizioni metereologiche erano ottime. Sole e temperatura fresca, ma nemmeno troppo.

Tantissime persone, circa 42mila. Questo perché in contemporanea c’erano la maratona, la mezza, la 10km e una staffetta 3x7km.
L’organizzazione non è stata tedesca (e non solo perché eravamo in Austria, in verità). Infatti, alla faccia di chi parla male degli italiani, noi abbiamo rispettato la griglia assegnataci, a differenza di tanti altri, che pur non essendo esattamente dei fulmini di guerra, sono partiti con noi o davanti a noi.
Questo ha comportato che si sia stati costretti a superare persone per tutti e 21 i km. E non è che si sia fatto questo tempo record, anche perché proprio per le tante persone sul percorso era difficile riuscirci. Eri costretto a rallentare ed accelerare di continuo. I primi 2 km, da quante persone c’erano, le abbiamo fatte con una corsetta blanda, per non finire in collo a chi ci stava davanti. Senza calcolare che siamo partiti tutti con i polpacci induritissimi da 3 giorni di turismo sfrenato e la paura che un crampo potesse colpirci da un momento all’altro.
I ristori erano fornitissimi e ben segnalati, però molto affollati di persone. Al punto che per molti metri eri costretto a camminare in mezzo alla plastica dei bicchieri o peggio, dovevi stare attento a non fare come nei cartoni e scivolare sulle bucce di banana. Le persone sarebbero dovute essere più educate nel gettare i rifiuti a bordo strada, come minimo, se non nei bidoni.

Però il percorso era davvero splendido, con passaggi in molti punti turistici della città ed arrivo in centrissimo. Siamo anche partiti e passati nelle strade che Eliud Kipchoge ha utilizzato per l’Ineos 159, al Prater, dove è sceso sotto le due ore in maratona.
La gara, tuttavia, non era completamente pianeggiante. Anzi, dopo i primi km, tendeva a salire, per poi scendere sul finale.
Moltissimo pubblico, tante persone che suonavano, cantavano, incitavano, davano il 5. L’ambiente è sicuramente una delle cose che ricorderò a lungo.

Alla fine, nonostante tutto, siamo arrivati tutti e 3 praticamente in contemporanea, chiudendo in un’ora e 58 o giù di lì. Non un tempo strepitoso, ma, come detto, non eravamo lì per quello.
Siamo stati partecipi di una splendida giornata, in una città molto elegante, che merita sicuramente una visita.

La nostra esperienza si è chiusa con la meritata medaglia fatta a stella ed una doccia ghiacciata in una tenda presa direttamente dall’esercito austo-ungarico. Anche quella, in un certo senso, non la scorderò mai.

Non è certo una gara “da personale”, per l’altitudine e per la grande affluenza, anche di persone non esattamente atletiche. Ricordo che attorno al quinto km abbiamo sorpassato un ragazzo già in evidente grossa difficoltà. Purtroppo, non viene richiesta alcuna visita medica (che noi comunque avevamo fatta, e che consiglio a tutti) e se ci sono persone poco lungimiranti si rischia grosso. Tant’è che abbiamo poi scoperto qualche giorno dopo che uno ci aveva proprio lasciato le penne.
Ed il costo è elevato, anche in relazione al pacco gara ed ai servizi offerti. Anche se mi rendo conto che non sia uno scherzo gestire 42mila persone + tutto il personale che ci lavora.

Tuttavia, partecipare ad un evento con così tante persone è stato speciale. E alcune sensazioni, alcuni istanti li ricordo tutt’ora con grande affetto.
L’idea di abbinare un viaggio ad una gara è stata certamente azzeccata. Quello che abbiamo imparato, a nostre spese, è che sarebbe stato meglio arrivare più a ridosso della mezza, così da non sfiancarci troppo nei giorni precedenti la gara. Spostando piuttosto la parte turistica nei giorni a seguire. Ripeto: non eravamo lì per fare chissà quale tempo e lo spirito non era quello. Però già che sei lì, non vuoi fare brutta figura.

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