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Doverosa premessa.
Questo libro mi è stato inviato, ma quello che dirò sarà solo frutto di ciò che ho letto e non sarò influenzato dal fatto che non l’ho pagato.
Insomma, non si tratta di una marchetta!
Chi è Ignazio Antonacci, alias RunningZen.
Innanzitutto, è il coach, il sensei dell’amico e Patron Antonio Palma. Che mi ha spinto al conoscere la sua filosofia sportiva. Che andrò a raccontarvi in questo episodio.
Il coach e Prof. Ignazio Antonacci è istruttore FIDAL e FITRI ed in particolare è il papà di RunningZen, un sito ed un progetto molto più ampio del solo sito, dedicato alla corsa e al triathlon.
Link: https://www.runningzen.net
Il suo coaching segue atleti con livelli di allenamento di ogni tipo, dal neofita all’esperto. Portandoli al raggiungere i loro obiettivi, tramite la ricerca in primis del benessere e dell’equilibrio psico-fisico, ancor prima che delle mere prestazioni cronometriche.
Collabora con riviste di settore ed organizza Stage e progetti per running e triathlon, seguendo i propri allievi, per dare a chiunque l’opportunità di sognare il traguardo di una maratona o di un IronMan.
E’ portavoce dell concetto “Puoi se Vuoi”, che vi racconterò anche nei prossimi minuti.
Ma veniamo a questo “Corri verso il benessere”.
Sintetizzando e dandovi la ciccia subito, come da abitudine di questo podcast, possiamo definire “Corri verso il benessere” come un manuale completissimo sulla corsa e ciò che ci gira intorno.
Spazia su tutti gli argomenti che possono interessare un runner di livello amatoriale.
Non si entrerà nello super specifico, ma per chi vuole iniziare a correre o per chi corre per star bene e per passione, i temi trattati sono ben più che sufficienti. La carne al fuoco è tanta e le informazioni preziose sono molte. E’ un bel librone, molto molto completo e valido.
Già dalla prefazione si capisce chiaramente il pensiero di Ignazio, molto simile al mio per certi versi: la corsa ed in particolare la maratona, come momento di mediazione attiva, come metafora della vita. Vivendo il qui e ora Zen. Mente e corpo collegati in modo imprescindibile.
Credo sia anche per questo che lui ha scelto come pseudonimo “RunningZen”.
Il suo vuole essere un connubio tra corsa e lo Zen (la meditazione). Ed è una cosa che ho già detto anch’io in passato, parlando del running come meditazione in movimento.
Il libro sia apre con il racconto della sua esperienza in Kenya, a Iten, nella Rift Valley, dove la corsa è vita. È come una religione.
Poi si passa alla parte più tecnica,con delle regole per correre verso il benessere.
Indicazioni valide per tutti. Anche per chi inizia a correre da zero.
Sottolineando come la corsa sia un mezzo per il raggiungimento del benessere.
Sono tante le nozioni di cui tener conto: gradualità e programmazione degli allenamenti. Motivazione, approccio mentale, costanza e regolarità. Alimentazione corretta, cross training, stretching, riposo e molto altro.
Un vero e proprio stile di vita, guidato dalla corsa, ma composto da tanti tasselli del puzzle, per migliorare la qualità della vita stessa.
La corsa non si migliora solo correndo. E la qualità del nostro quotidiano pure.
Contano allo stesso modo tutte le attività complementari a running, anche alcune meno famose ed utilizzate, come l’allenamento pliometrico.
Ma non solo quello.
C’è un bel focus sullo yoga. Mi fa piacere sapere che molte cose le avevo dette anch’io nella puntata sullo yoga. Ovviamente lui è molto più bravo di me a spiegarne tutti i vari benefici Ma si parla anche del pilates, che io invece non conosco.
Si definisce l’importanza dello stretching e di una corretta meccanica di corsa. Cose di cui, coincidenza, anch’io ho iniziato ad apprezzare fino in fondo solo di recente.
Infatti, una corsa più economica in termini di dispendio energetico richiederà meno ossigeno al corpo. Il che si tradurrà in prestazioni migliori, sia dal punto di vista della velocità, che dell’endurance.
Ed il coach propone una serie di esercizi consigliati per affinare la propria tecnica.
Nel libro viene dato ampio spazio all’allenamento. Ritmi da tenere, tipologie di uscita: lenti, medi, cambi di ritmo, salite, ecc.
E c’è anche un bel capitolo intitolato “L’allenamento da zero alla maratona”. Ehi, mi ricorda qualcosa!
Ma in verità qua dentro si parte veramente da zero. Dando indicazioni anche per passare dall’essere completamente sedentari ed arrivare per esempio alla prima ora di corsa.
Ignazio Antonacci promuove la filosofia dello StarBene. Scritto tutto attaccato.
Una visione che sposo al 100%. La corsa deve essere prima di tutto un mezzo per raggiungere il benessere e per migliorare la propria salute e non per fare i fighi con gli amici, vincendo il prosciutto alla gara del paese.
Come dicevo, sono tanti i consigli, anche per iniziare da zero. Oppure, per preparare una 10km, una mezza maratona e ovviamente la maratona.
Per ogni distanza vengono evidenziati i fattori condizionanti, gli allenamenti da fare, come gestire i carichi di lavoro e la programmazione.
Questo libro è proprio per tutti. Ma principalmente per noi amatori, perché le indicazioni sono proprio mirate al tapascione medio. Senza troppi fronzoli né pretese.
Coach Antonacci ripete spesso nelle pagine del libro il suo mantra: #puoisevuoi
Un atteggiamento che dice no alla passività, dove ogni singolo individuo è il protagonista della propria storia.
E lo trasmette in modo così convincente, al punto che questo modo di vivere la corsa viene incarnato al 100% anche da tutti i suoi allievi.
Come Bruno Bonicalzi, appunto uno dei suoi atleti, che ha conquistato due Guinness World Record. In particolare uno, correndo 7 maratone in 7 continenti nel giro di 14 mesi.
Infatti, ci sono i racconti di alcuni suoi adepti che hanno corso una maratona.
Oltre a Bruno, ci sono altre splendide storie: Sergio, da ragazzo sovrappeso a finisher in maratona. E Donata, che ha coronato il suo sogno di finire una maratona, condividendo le sue emozioni con le persone incontrate lungo il percorso.
Buona parte del focus di “Corri verso il benessere” è dedicato alla maratona: sulla periodizzazione dell’allenamento, sull’alimentazione. Con svariate indicazioni da seguire prima dello start, durante e dopo la gara.
Per gli amanti del genere, c’è anche un capitolo dedicato al triathlon. Con delle regole da rispettare per passare dall’essere solo dei runner al diventare dei triatleti.
Anche in questo caso, come per la maratona, ci sono le testimonianze di chi ha partecipato al Progetto Neofiti, stavolta per l’IronMan o all’IronMan 70.3 (che sarebbe un IronMan dimezzato nelle distanze, ma pur sempre notevole da portare a termine). Sempre molto ispirazionali.
E spesso il Se vuoi puoi viene citato in questi racconti. Un mantra ripetuto dal coach ai suoi atleti ed assimilato da loro. Che attingono a piene mani da questa filosofia.
Un altro aspetto ricorrente è la connessione mente-corpo che si può ottenere attraverso il running. Infatti la corsa non serve solo per star meglio fisicamente, ma anche mentalmente. Si allenano corpo e mente all’unisono.
Esiste proprio una parte dedicata all’allenamento mentale per la corsa. Il nostro cervello, questo lo dico spesso anch’io, è fondamentale allo stesso modo delle gambe. Anzi, forse di più.
E lui propone sempre un approccio proattivo, positivo. Occorre agire e non stare a guardare.
Ad esempio, una frase emblematica del libro e del suo pensiero è “La vita premia l’azione, non l’intenzione”.
C’è anche un capitolo davvero interessante dedicato all’alimentazione. Con tante informazioni spiegate semplicemente, ma utilissime per chi, come me, non ha grosse conoscenze sul tema.
Per lui il termine “dieta” non è sinonimo di perdere peso. Ma avere abitudini alimentari sane ed organizzate.
Non vuol dire dimagrire e perdere chili. Ma eliminare la massa grassa in eccesso. Conservando, preservando i tessuti nobili.
In particolare parla della “Dieta a zona”. Uno stile di alimentazione che i runner dovrebbero seguire. Così come un’alimentazione naturale. Anche quest’ultimo aspetto affrontato nel libro.
Si parla dell’integrazione per chi corre. Magari con estratti di frutta, ottimi per reintegro e per la salute. Da non confondere con i succhi di frutta commerciali.
Il nostro benessere passa da un equilibrio alimentare, un allenamento mirato e costante ed una vita rilassante. Il cibo per noi dev’essere come una sorta di medicina naturale.
Infine, Ignazio Antonacci si sofferma sulle Abbott World Marathon Majors.
New York, Boston, Chicago, Londra, Berlino e Tokyo. Conquistate da lui a Chicago nel 2018.
Per chi volesse intraprendere la sfida, Covid permettendo, ci sono delle sintetiche analisi tecniche dei percorsi, le descrizioni di queste maratone a livello di viaggio e anche a livello di esperienza personale.
Lo stesso coach scrive “La maratona ti insegna sempre qualcosa di utile”. Come non essere d’accordo!
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