Che cos’è il core, perché e come allenarlo

Poco più di un anno fa, in pieno periodo di lockdown, avevo fatto già un episodio sulla core stability, invitando tutti quanti ad approfittare di quel periodo di stop forzato per lavorare su questo particolare fondamentale.

Ma penso che sia giunto il momento di fare un aggiornamento ed una integrazione a quella puntata, perché nel frattempo ho scoperto ed imparato altre cose a riguardo.

Che cos’è il core?

Il core rappresenta il nucleo centrale del nostro corpo. Qualcuno lo identifica con gli addominali e basta. Ci sono anche loro, ma non solo.
E’ un complesso muscolare che sta all’incirca nel nostro tronco, in una zona compresa tra il busto ed il margine inferiore del bacino.

Questa è la zona da cui dipende l’efficienza e l’efficacia statica e dinamica del corpo umano.
In sintesi, è un raccordo di muscoli che ha lo scopo anche di stabilizzare e di fungere da vero e proprio collegamento per il trasferimento di forze dagli arti inferiori agli arti superiori e viceversa.

Quali muscoli comprende il Core?

Il core non ha una definizione anatomica precisa, in quanto risulta essere una zona molto estesa. Comprende infatti i muscoli addominali (retto dell’addome, obliqui e traverso), i muscoli paraspinali, il quadrato dei lombi, i muscoli del pavimento pelvico, i glutei e i flessori dell’anca.
Degli studi medico-sportivi hanno dimostrato che mentre i muscoli più grandi contribuiscono ad una stabilità generale e periferica della colonna, quelli più piccoli (multifido e obliqui interni) hanno la responsabilità di mantenere la stabilità “interna” della colonna, intesa come un tutt’uno.

In sostanza, è tutto l’insieme muscolare che comprende il tronco e l’addome.

Perché è una parte da allenare?
Una delle componenti più sottovalutate da parte di tanti runner (e per molto tempo lo è stato anche per me) è l’allenamento del core.
Infatti, troppo spesso nel running ci si concentra troppo sul solo correre e sul fare km su km, dimenticandosi che per farlo in modo corretto serve un corpo forte e sano. Ed un core allenato è un elemento fondamentale in questo senso.

Fare allenamento di core stability permette di controllare la postura, la forza e la stabilità del core, migliorando le performance ed il recupero, nonché la salute degli arti.
In un certo senso, serve a migliorare nella corsa, pur non correndo.

Ma andiamo più nel dettaglio.

  1. Migliora la nostra postura, mentre corriamo e anche quando non corriamo
    Assumere e mantenere una posizione migliore vi darà a cascata un bel po’ di vantaggi, che vedremo meglio tra poco.
    Un busto stabile disperde meno energia e ci permette una tecnica di corsa migliore e più efficiente.
  2. Abbassa il rischio di infortuni
    Quando si corre, il nostro corpo è soggetto a forze tre o quattro volte superiori al peso del corpo stesso. Molti studi hanno dimostrato che i problemi di schiena che si presentano dopo la corsa sono dovuti a dei muscoli del core sottosviluppati.
    Allenando forza ed equilibrio, riduce anche il rischio di distorsioni periferiche (ad es. ginocchio, caviglia);
    Previene il sovraccarico tendineo, con conseguenti tendiniti (ed io ne so qualcosa).
  3. Performance migliori
    Correndo, con la stanchezza dei chilometri accumulati, tendiamo ad assumere delle posture che compensano alcune nostre debolezze fisiche. Queste posizioni, tipo stare più gobbi o cose così, compromettono la giusta respirazione ed il corretto movimento del corpo, facendoci andare più piano, oltre che aumentare il rischio di infortuni ed acciacchi.
    Ricordatevi che la corsa consiste nello spostare il peso del corpo cambiando il supporto da una gamba all’altra. Ma i muscoli più importanti per stabilizzare il tronco sono quelli degli addominali e della schiena. Cosa succederebbe se questi muscoli fossero deboli? Si potrebbero fare dei movimenti non necessari che rallenterebbero la nostra corsa, rendendo il gesto meno economico. Una parte superiore del corpo stabile assicura un trasferimento efficiente della forza al suolo: più economica sarà la tecnica di corsa, meno energia verrà sprecata e più veloce sarà il ritmo sostenuto, che si potrà mantenere anche più a lungo.
  4. Aumento della resistenza
    Come appena detto, con un movimento più efficace e meno dispendioso in termini di energie, si potrà correre anche più a lungo.
  5. Miglioramento dell’equilibrio e della stabilità del ginocchio e delle caviglie.
    C’è meno rischio anche di caduta, specie per chi fa trail.

Come si potenzia il core? Quali esercizi svolgere?

Premessa: ovviamente, quante ripetizioni o quanto tempo eseguire ogni esercizio dipende dalla vostra situazione attuale.

Se non avete mai fatto nulla, anche solo 30 secondi di plank sugli avambracci vi sembreranno interminabili.

Ma con l’allenamento vedrete che resisterete sempre di più.

Partite piano e con il tempo aumentate gradualmente.

Provo comunque a darvi alcune indicazioni di massima, esercizio per esercizio.

Non vi spiegherò qua come come eseguirli tecnicamente, perché siamo in audio e diventa difficile. Inoltre, io non sono un coach e certamente non sono la persona più indicata nel far vedere come si svolgono.
Vi invito caldamente a cercare su Youtube la loro corretta esecuzione e, se ne avete la possibilità, ancora meglio se vi fate seguire ed eventualmente correggere da un coach o comunque da un esperto del settore.

Partiamo dal presupposto che per noi runner quello del core è un allenamento di carattere funzionale. Cioè, deve andare a compensare e a rinforzare alcune zone che sono appunto funzionali al movimento della corsa e ai muscoli coinvolti o meno coinvolti.
Deve contenere una combinazione di forza, flessibilità e controllo.
In soldoni l’obiettivo è provocare e mettere alla prova le capacità di risposta del “centro” del nostro corpo agli stimoli esterni, attraverso esercizi isometrici, statici o in movimento, che sollecitino l’equilibrio e le capacità coordinative.

Si possono fare dei circuiti da ripetere più volte. Oppure concentrarvi su un solo esercizio alla volta da fare qualche volta, passare al successivo e così via.
Dipende anche qua da quanto siete allenati e da come volete gestire quest’attività.

Vi descrivo alcuni esercizi, che faccio anch’io. Sono quelli più comuni.

  • Plank, appoggiandosi sugli avambracci, sul palmo delle mani e in altre varianti (ce ne sono a decine).
    Solitamente si tratta di mantenere staticamente la posizione (a parte alcune eccezioni un po’ più avanzate). Partite da 30 secondi la prima volta, poi passerete a 45 secondi, un minuto e così via. Allenandovi, potrete provare a resistere anche il più a lungo possibile, superando i 2 minuti, oppure facendo più ripetizioni da un minuto con un po’ di recupero tra un plank e l’altro.
  • Plank laterale (detto anche side bridge).
    In questo caso il plank viene eseguito appoggiandosi su un avambraccio.
    A livello di tempistiche, è esattamente la stessa cosa di prima, con la differenza che dovrete farlo una volta su un braccio ed una volta sull’altro. Partita da 30 secondi e poi aumentate con calma.
  • Ponte.
    Qua ci sono due opzioni: mantenere staticamente la posizione per alcuni secondi, oppure farlo dinamicamente, facendo su e giù con busto e bacino.
    Cominciate anche qua o da 30 secondi statici o da 10/15 ripetizioni se scegliete di fare su e giù.
    Gradualmente, con il tempo, potrete arrivare anche a 2 minuti statici o 20 ripetizioni dinamiche, o più serie da 10 ripetizioni.
  • Cane volante (Flying dog).
    Dovrete partire da una posizione di quadrupedia, poggiando mani e ginocchia, per poi allungare una delle due braccia ed una delle due gambe. Se allungate il braccio sinistro, allungherete la gamba destra e viceversa, per poi passare agli altri due arti successivamente.
    Anche questo esercizio, come il ponte, si può fare staticamente o dinamicamente.
    Se scegliete la versione statica, iniziate da 20 secondi, poi col in tempo potrete anche superare il minuto e mezzo.
    Se optate per l’esercizio in movimento, anche solo partire con 10 movimenti potrà essere impegnativo. Aumenterete poi con il numero di ripetute prendendo confidenza con la posizione in un secondo momento.
  • Cobra prono.
    Sdraiati a pancia in giù, gambe e braccia tese. Sollevate testa, petto, gambe e mani dal pavimento.
    E’ l’esercizio più complesso di tutti: partite da pochi secondi: 10. Già questo non sarà facile. Poi quando riuscirete, aumenterete con il tempo.
  • Addominali.
    Beh, questi li conoscete tutti, presumo. Iniziate con 20 ripetizioni e poi aumentate.

E’ giusto dire che esistono molti altri esercizi che possono fare al caso vostro. Se cercate su Google o su Youtube ne trovate a bizzeffe, sia in fatto di posizioni, che di tempistiche e difficoltà. Io vi ho solo fatto una veloce carrellata, giusto per iniziare a farvi entrare nella logica.

Come potete vedere, non sono necessari attrezzi per svolgere questa particolare attività. L’unica cosa è un tappetino, tipo quelli da yoga, che potete anche prendere al Decathlon o dai cinesi con un investimento di pochi €.
Non è necessario per forza andare in palestra e quindi non avete scuse per non farli!

Quante volte fare questi esercizi a settimana?
Dipende anche qua da quanto siete allenati e da cosa volete preparare.

Personalmente, li faccio due volte a settimana, con sessioni che durano 20/30/40 minuti al massimo. Ma solitamente sto sulla mezz’ora.

Partendo da zero, ci metterete ancora meno, e poi, come già detto, potrete crescere con il tempo.

Continua a leggere “Che cos’è il core, perché e come allenarlo”

Le mie gare: Chianti Ultra Trail (20km 800m D+)

Finalmente si è tornati alle gare. O almeno, finalmente sono tornato alle gare. E finalmente ho fatto il mio primo trail. Adesso posso fregiarmi a pieno titolo del termine trail runner.

Sembrerà banale, ma se ne sentiva la mancanza. E  correndo, è stato un vero e proprio ritmo ad una semi normalità. Anzi, ad esclusione di partenza ed arrivo, durante la gara si sarebbe anche potuto spesso pensare ad un mondo pre-Covid-19.

Ed allora, vi racconto la mia esperienza al Chianti Ultra Trail 2021!

Episodio “Chiacchierata con Sirio Negri”: https://gopod.me/da0a42-088

Episodio “Lungo la Francigena con Gaetano Fresa”: https://gopod.me/da0a42-143

Episodio “Prima gara del 2021: la mia preparazione”: https://gopod.me/da0a42-142

Continua a leggere “Le mie gare: Chianti Ultra Trail (20km 800m D+)”

Oltre il confine con Stefano Pampuro

Stefano ha vissuto un’esperienza incredibile e l’ha raccontata nel suo libro, uscito da poco nelle librerie: “Oltre il confine, viaggio nel cuore della corsa”.

Stefano Pampuro è stato in Kenya ed in Etiopia, rimanendoci anche durante il lockdown del 2020. E nelle pagine di questo libro ha raccontato la sua Africa.

Durante la chiacchierata ci ha raccontato com’è stato per lui vivere in questi posti e cosa ha provato e vissuto!

Link Amazon al libro “Oltre il confine, viaggio nel cuore della corsa”: https://amzn.to/2Q8Ft0r

L’altro libro di Stefano è “Ogni corsa è un viaggio: Storia di una generazione che ha dominato la maratona”: https://amzn.to/3o4yO3I

Il suo account Instagram è https://www.instagram.com/run.kenya/

Il film/documentario nominato è “Town of Runners”.

Continua a leggere “Oltre il confine con Stefano Pampuro”

Incomincia adesso

L’amico e Patron Alessandro Rizzo ormai qualche mese fa mi ha segnalato questa frase di Goethe, il più grande poeta della letteratura tedesca, che in parte dà il titolo all’episodio di oggi.

“C’è una verità elementare, la cui ignoranza uccide innumerevoli idee e splendidi piani: nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute… Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L’audacia ha in sè genio, potere, magia. Incomincia adesso.”

Lo so, Alessandro, che da quando mi hai scritto è passata una vita. Ma ho avuto un calendario editoriale pieno. Ma, come vedi, alla lunga cerco di trarre spunto da tutti quanti. Anche se lo faccio con un ritardo abnorme.

Tornando a noi. Alla citazione. Alessandro mi aveva mandato questa frase per spronare ed invogliare chi di voi mi sta ascoltando, ma che non vuole iniziare a correre.

Che rimanda sempre. Perché c’è il classico “inizio lunedì”. O “inizio in primavera”. Ma non si sa mai di quale settimana sia il lunedì e di che anno la primavera.

Ho già fatto tempo fa un episodio sull’iniziare o meglio il ri-iniziare a correre. Ma era più una puntata tecnica. Oggi, invece, in pieno stile “Da 0 a 42” ce ne battiamo il belino della tecnica, non che non sia importante, non fraintendetemi, e parliamo della testa. Che però è quella che per noi amatori fa la differenza.

Datevi una data. Scriverla. Ditelo a qualcuno. Fate in modo di avere una sorta di obbligo morale.

Datevi un obiettivo. Piccolo. Scriverlo. Metterlo come post-it sul frigo.
Anche solo riuscire a correre per mezz’ora di fila, un’ora di fila.

Uscite dalla vostra zona di comfort.

Affrontate una sfida. Scoprirete che la corsa può regalarvi gioia, divertimento, libertà e tante altre splendide sensazioni. Si tratta solo di provare e tener duro i primissimi tempi, dove tutto sembra difficile.

Ma il primo passo, quello più importante, è iniziare.

Lo avevo già detto in passato: non fatevi influenzare dagli altri. Pensate a voi stessi ed al benessere che potete raggiungere.

All’inizio andrete piano. Alternerete la corsa alla camminata. Ma è normale e nessuno vi guarderà e vi giudicherà. Anzi, farete molto più di tanti altri, che invece non escono mai per fare un po’ di sport. Siatene felici ed orgogliosi.

Per tornare alla citazione “L’audacia ha in sè genio, potere, magia”. Ecco: scoprite il potere della corsa, la magia che sa regalare. Vi basta solo un pizzico di audacia. Perché nessuno pretende da voi di correre un’ultra maratona o anche una maratona dopo un mese o due.

E per apprezzare la corsa non è per forza necessario correre per 42km o più. Basta molto meno. Ma va fatto nel modo giusto. Tecnicamente, senza strafare, con gradualità. E mentalmente. Imparando a conoscersi e pian piano ad apprezzare ogni momento, ogni passo.

Per iniziare a correre di audacia ne serve poca. Come detto, vi basta una visita medica, un paio di scarpe, adatte a voi, e poi potrete partire. Senza timore. Nessuno si aspetta niente da voi. Ed è questo il bello. Tutto ciò che otterrete, ogni piccolo passo, ogni mini-traguardo, sarà una conquista inaspettata, ma meritata.

Certo, sempre per tornare a Goethe “nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la provvidenza allora si muove. Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti mai sarebbero avvenute”. Dovrete impegnarvi ed avere costanza. Ma la fortuna aiuta gli audaci e vedrete che i progressi arriveranno da sé, naturalmente, senza fretta né forzature.

Sul vostro cammino troverete aiuto, comprensione e soprattutto sostegno dalle altre persone. Magari come voi, magari più esperti. Oppure che non corrono nemmeno per sbaglio, ma che vi vogliono bene e che vi daranno un appoggio morale.

Del resto, tutti abbiamo iniziato a correre partendo da un giorno in cui ci siamo davvero detti “Ok, si parte”. Nessuno di noi ha iniziato correndo dal nulla una maratona. Tutti quanti abbiamo fatto le cose per gradi. Certo, qualcuno più forte o più portato avrà bruciato le tappe con qualche settimana o mese in meno. Ma davvero, “who cares?”. Che ce ne importa degli altri? Possiamo prenderli come esempio, ed è giusto.

Ma qua si tratta di pensare prima di tutto al proprio benessere. Siate un minimo egoisti. E curate la vostra salute, il vostro benessere fisico e mentale iniziando a correre. Non c’è nulla di difficile: basta farlo nel modo giusto.

Non so quale possa essere il motivo che può spingervi a correre. A volte è il mero dimagrimento, a volte un traguardo da raggiungere, la noia, una sfida personale, la salute, chissà.

Ma non importa. Il momento giusto è adesso. Correte! E a lungo andare scoprirete quanto meraviglioso possa essere questo sport, apparentemente così semplice, ma in grado di regalare emozioni incredibili!

Continua a leggere “Incomincia adesso”

Cosa non fare prima di correre

Spesso si parla di cosa fare prima di correre. Ma di cosa non fare?

Provo a stilare un elenco di errori e imprecisioni, alcuni anche piuttosto comuni tra i runner amatori.

Stretching statico

Ci sono un po’ di scuole di pensiero circa lo stretching. Io, da quanto ho avuto modo di informarmi, sono della parrocchia dello stretching dinamico sì, stretching statico no.

Ovvero, no alle posizioni più comuni e conosciute, che vengono in mente quando si nomina la parola “stretching”. Quelle da tenere 30 o 60 secondi, in modo statico, appunto.

Studi recenti, che vi linko nelle note dell’episodio, così se non avete sonno ve li potete leggere ed addormentarvi, hanno evidenziato come lo stretching statico non sia il riscaldamento migliore per un corridore.
Prima di tutto perché rallenta le partenze, aumentando oltretutto lo sforzo fisico percepito. E poi perché rischia di diminuire la naturale capacità di falcata, aumentando così il rischio di strappi o lesioni muscolari.

Al contrario, quello che per noi è un toccasana è lo stretching dinamico/esercizi di mobilità articolare, che agiscono come una sorta di “lubrificante delle articolazioni”. Perché questo genere di attività contempla tutta una gamma di movimenti che simulano quello della corsa. Di conseguenza è considerato il metodo più efficace per preparare i muscoli al running.

Lo stretching “rallenta”: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0099238

Lo stretching influisce sulla falcata: https://link.springer.com/article/10.1007/s00421-011-1879-2

Non saltate il riscaldamento

Per un buon allenamento è importante effettuare un riscaldamento adeguato prima di iniziare a correre. Questo ci permette di preparare muscoli, tendini e apparato cardio-respiratorio al successivo sforzo.
Purtroppo molto spesso abbiamo poco tempo. E meglio, dedichiamo poco tempo alla corsa e questa pratica viene saltata, iniziando subito a correre.

Allo stesso tempo, non iniziate subito con allenamenti ad alta intensità. Ci sono le ripetute? Ok. Ma prima sarà necessario scaldarsi!

E quindi, prima camminate, fate gli esercizi di mobilità e stretching dinamico che nominavo prima, per poi proseguire iniziando la corsa a ritmo blando per alcuni minuti, così da completare la fase di riscaldamento e poi partire.

Postilla sul riscaldamento
Se potete, cercate di passare più minuti possibili prima dell’allenamento in piedi. Magari camminando un po’ o stando semplicemente in piedi e non seduti. Per il nostro corpo sarà una sorta di pre-riscaldamento.

Lo so benissimo che non sempre è possibile, ma ci si può provare.

E si può fare anche se si corre al mattino, semplicemente facendo tutte le attività dal momento della sveglia a quello dell’uscita di casa senza sedersi.

E per chi corre post ufficio, beh, provate ad alzarvi ogni tanto dalla scrivania. E anche qui di prepararvi per la corsa stando il più possibile in piedi.

Questo sarà anche un piccolo segnale che daremo al nostro corpo, dicendogli che da lì a qualche minuto inizieremo a muoverci e a fare un po’ più sul serio.

Mangiare eccessivamente

Per alcuni di voi potrà sembrare un’ovvietà, ma è sempre bene ribadirlo: mai ingozzarsi di cibo prima di una corsa.

Sì, il carboidrato ci serve, specialmente per un lungo, ma non sarà il piatto di carbonara mangiato mezz’ora prima della partenza ad aiutarci: anzi, è esattamente il contrario!
Infatti, occorrerà del tempo al nostro corpo per digerire quello che ci siamo mangiati.

Mai come in questo caso la tempistica è fondamentale: infatti, quando si corre, il sangue che normalmente il nostro corpo allocherebbe per l’apparato digerente, viene per così dire parzialmente deviato verso i muscoli impegnati nello sforzo fisico, dato che anche loro hanno bisogno di benzina. Ne consegue che il normale processo digestivo rallenta, rendendo così più difficile smaltire un pasto abbondante, con tutte le possibili conseguenze del caso. Dall’andare più piano, fino ai problemi di stomaco più fastidiosi, che potete ben immaginare.

Le nostre riserve di glicogeno ce le portiamo dietro dal giorno o dai giorni prima della corsa. Motivo per cui è importante curare sempre l’alimentazione.

Con questo non sto dicendo di non mangiare nulla prima di un’uscita, ma di ponderare bene la cosa. I runner mattinieri, soprattutto se impegnati in allenamenti sotto l’ora, possono permettersi anche di correre a stomaco vuoto.
Chi invece si allena durante la giornata deve far passare almeno un’ora (meglio due) fra il pasto e la corsa.
Solito discorso per chi fa il lungo, solitamente nel week-end: bisognerebbe lasciar passare un po’ di tempo, anche un’ora dalla colazione al momento della partenza.

Poi lo so benissimo che a volte abbiamo tempi stretti. Ed ognuno è fatto in modo diverso e magari digerisce anche i sassi in tempi record.

Qua sta molto a voi conoscervi. In particolare sapendo come reagisce il vostro fisico.

Comunque, sintentizzando tutto il concetto: no alle super mangiate prima della corsa. Servono a poco e forse fanno più danni che altro.

Postilla sul cosa non mangiare

Nel caso di pasti o di colazioni pre-allenamento, è giusto anche prestare attenzione al cosa non mettere sotto i denti.

Anche se mi fa ridere dirlo, no al fritto! E no ai grassi e agli alimenti troppo zuccherati. Occhio anche al non esagerare con i carboidrati, per evitare il picco glicemico. E pure i prodotti a base di latticini e di fibre vanno consumati con moderazione, soprattutto per chi, come me, poi successivamente sente l’irrefrenabile desiderio di andare al bagno.

Idratarsi troppo o troppo poco

Dopo il cibo, non potevo non parlare del bere.

Anche in questo caso, possiamo fare un discorso parzialmente analogo a prima: ovvero, che gli estremi non vanno bene.

In sostanza, prima di iniziare a correre non è il caso né di scolarsi un litro di acqua nel timore di disidratarsi, né di non bere del tutto per paura di appesantire lo stomaco o di avere lo stimolo della pipì durante l’uscita.

Pure qua, come per l’alimentazione, l’idratazione ce la portiamo almeno in parte dietro dal giorno precedente. Ed il modo migliore per rimanere idratati è quello di sorseggiare costantemente acqua durante tutto l’arco della giornata. Sia quella prima, che quella della corsa, se non si esce ad allenarsi appena svegli, ovviamente.

Di regola, ormai lo sanno pure i sassi, bisognerebbe assumere circa due litri di fluidi al giorno. E se si fa sport anche qualcosa in più, specialmente in estate. Poi pure qua le abitudini ed il fisico è diverso da individuo a individuo. Ma si parla in termini generali.

Avendo mantenuto il corpo idratato il giorno prima, anche correndo appena svegli basteranno un paio di bicchieri d’acqua per essere idratati nel modo corretto. Eventualmente, si berrà mentre si corre o dopo l’allenamento, a seconda della durata dell’uscita.

Postilla sul cosa non bere

Altra cosa da non fare è bere alcune particolari cose.

Ad esempio, bibite energetiche o bibite a base di caffeina, caratteristiche che spesso coincidono, anche ti mettono le ali.
Perché oltre ad accelerare il battito cardiaco, gli zuccheri e i dolcificanti artificiali che contengono possono causare un picco glicemico, con un momentaneo aumento dell’energia, ma un successivo crollo veloce, con pure il rischio di fastidi allo stomaco.

Non ascoltare il proprio corpo

Questa è una delle frasi immancabili in ogni lista. La metto sempre, che tanto ci sta sempre bene. Battute a parte, prima di allenarvi cercate di capire come state.

Se in tabella avete un allenamento di qualità, tipo le ripetute, ma non vi sentite in forma, avete dolori, siete stanchi, e così via, fatele il giorno dopo o due giorni dopo. Non è la fine del mondo. E piuttosto fate un lento rigenerante o addirittura non allenatevi proprio. Questa non deve diventare una scusa per non correre, perché a noi piace farlo. Ma ogni tanto ci sta anche una giornata no.

Ed è bene riconoscerla prima di iniziare l’allenamento, per evitare poi di rischiare di tentare l’allenamento di qualità e farlo da schifo.

Ricordatevi sempre che esagerare e non ascoltarsi non serve a nulla, se non a rischiare infortuni e sovraccarichi.

Non andare in bagno

Lo so che un po’ fa ridere. Ma è necessario dirlo lo stesso, tanto qua sto a fare pure il pagliaccio ogni tanto per tenere alta l’attenzione.

Sembra super scontato, ma non lo è. Assicuratevi di fare un pit-stop al bagno prima di andare a correre.

In primis, perché, sarà certamente capitato anche a voi come al sottoscritto, sentire il bisogno di andare in bagno mentre si corre è terribile. E vi può rovinare l’uscita, sia a livello di prestazione che soprattutto a livello di relax mentale.

E poi perché se partirete più scarichi, possiamo dire leggeri, il vostro corpo sarà più rilassato e pronto per la corsa.

Sostanzialmente, quello che dovete fare è ricordarvelo. Pensare ad andare al bagno e fare ciò che ci può.

Postilla sui bisognini

Portatevi dietro dei soldi, non servono tanti: una moneta da 1€ o 2€. Così se proprio starete scoppiando, potrete andare in un bar, prendere qualcosa (un caffè, una bottiglia d’acqua) e andare al tanto desiderato bagno. Sembra una cavolata, ma fidatevi che se vi capiterà mi ringrazierete.

Continua a leggere “Cosa non fare prima di correre”
Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora