Ho corso l’FKT dell’Alta Via delle Cinque Terre

Lo scorso 19 giugno ho corso il tracciato dell’FKT sull’Alta via delle Cinque Terre.

Tuttavia, giusto dirlo subito, non ho realizzato neanche lontanamente il record del percorso e di conseguenza non sono entrato nell’albo d’oro del sito.

Ma adesso vi racconto tutto, fin dal principio.

In pieno lockdown invernale, quando ancora le gare erano un miraggio, mi ero dato alcuni obiettivi per l’anno nuovo. In particolare, fare una gara di trail running e, in aggiunta o in alternativa, qualora di gare non se ne fossero potute correre, un bell’FKT delle mie zone. Di questi ce n’erano due papabili: l’Alta via del Golfo e l’Alta via delle Cinque Terre. Quest’ultimo difficile, ma certamente più abbordabile del primo per me, che comunque resto un principiante per quanto riguarda il trail running.

Se non sapete cosa sia un FKT, ne ho spiegato il significato in un episodio qualche mese fa (https://gopod.me/da0a42-077). Qualche regola sugli FKT da quell’episodio a oggi è cambiata leggermente, ma più o meno le spiegazioni restano valide anche ora.

Ma torniamo a noi. A metà maggio ho fatto la mia gara: il Chianti Ultra Trail da 20km con 800 metri di dislivello (https://www.spreaker.com/user/lorenzomaggiani/le-mie-gare-chianti-ultra-trail-20km-800m). Andata benissimo, per i miei standard. E così il primo obiettivo lo avevo smarcato.

Ne restava un altro, che volevo fare prima dell’avvento dell’estate.

In verità, già qualche mese fa mi stavo allenando per questo FKT, ma poi era saltata fuori l’opportunità di fare la gara e ho colto l’occasione al volo. Del resto, questo FKT, essendo un progetto autogestito, me lo potevo spostare a piacimento.

In origine lo avrei dovuto correre circa a fine maggio, ma dopo il Chianti Ultra Trail ho avuto bisogno di scaricare un paio di settimane e la cosa è slittata di un po’, costringendomi a farlo con il caldo.

L’idea si è concretizzata poche settimane fa, quando mi sono reso conto, guardando il calendario e i relativi impegni, di poter fare una bella settimana di carico fatta bene per poi scaricare di brutto nelle due settimane a seguire.

Infatti, già che siamo in argomento, parliamo della preparazione per questa mia personale impresa.

2 settimane di carico, con il picco nella seconda, che come dicevo cadeva bene a livello di impegni. Infatti, in questa settimana il lunedì ho corso con Gaetano sulla Via Francigena (ne ho parlato in un episodio recente, dove abbiamo corso per 18km facendo 650m di dislivello: https://www.spreaker.com/user/lorenzomaggiani/la-mia-francigena-con-gaetano), mercoledì era il 2 giugno, dove ho fatto altri 14km e mezzo su trail, il giorno dopo mi sono fatto 7km lenti e poi alla domenica ho fatto un lunghissimo da 26km con 1000m di dislivello proprio sulle strade dell’Alta via delle Cinque Terre. Il tutto con le gambe stanche anche dal giorno precedente, dove avevo fatto una lunga camminata di circa 23km totali, rimanendo sulle gambe già lì per parecchie ore. Escludendo la camminata del sabato, ho fatto un totale di running di 66km con 2300m di dislivello settimanali.

2 settimane di scarico. Ultima con pochissimi km: 7km, 7km e 5km con ultima uscita il giovedì.

In questo 2021, quando possibile, ho fatto delle uscite su trail proprio sull’Alta Via delle Cinque Terre per conoscere quanti più km possibili in vista del fatidico giorno.

Conoscevo abbastanza la parte iniziale, consapevole che sarebbe stato il tratto più duro in assoluto, anche se non ricordavo che fosse così tecnica (ve ne parlerò meglio dopo).

Dal quinto km a circa il 23° km l’avevo già fatta più volte. Invece, gli ultimi 10 per me erano completamente ignoti. Ho cercato di studiare comunque il tracciato, non solo guardando il terreno e la pendenza, ma anche cercando di memorizzare gli incroci da prendere e osservando i punti più critici su Google Street View dove possibile. Ovviamente, essendo sentieri non c’erano proprio tutti, ma questa mossa è stata utilissima per limitare gli errori.

Prima di raccontarvi della mia giornata devo fare un enorme ringraziamento a Maddalena, la mia ragazza, che ha reso possibile questa impresa, che con il suo contributo è diventata ufficialmente “supported” per il sito FKT. Si è alzata prima delle 6 del mattino, mi ha portato a Portovenere per farmi partire, poi è andata a Levanto, luogo di arrivo, per aspettarmi e nel mentre mi sosteneva con i messaggi su WhatsApp. Per fortuna Levanto è un bel posticino ed aver fatto questa cosa il 19 giugno l’ha aiutata, perché almeno ha potuto aspettarmi in spiaggia, sotto l’ombrellone.

Come detto a inizio puntata, nonostante che la mia corsa venisse categorizzata sul sito di FTK come supportata, non ho potuto far parte dell’albo d’oro ufficiale. Infatti, come accennavo prima, i percorsi si possono dividere in varie categorie. E la cosa buffa e che decisamente mi ridimensiona, è che nella categoria “unsopported”, quindi quelli che hanno fatto tutto da soli, il record dell’Alta via delle Cinque Terre è un irreale 3 ore e 59 minuti segnato dal mio concittadino Matteo Locori.

Quindi, anche se io l’ho fatto in un’altra categoria, che per giunta doveva essere facilitata, non ho battuto il miglior tempo del percorso e di conseguenza non hanno potuto inserire la mia performance nel sito. Ho provato a far richiesta, ma per questo motivo mi è stata rifiutata.

Poco male, comunque. Il mio obiettivo era esclusivamente portare a casa la giornata e godermela. Entrare nell’elenco degli FKT sarebbe stata giusto una cosa aggiuntiva.

Per completezza, vi linko la pagina del tracciato del sito FKT nelle note dell’episodio, assieme all’altimetria. Così se volete battere Matteo, avete tutte le info del caso.

FKT Alta Via delle Cinque Terre: https://fastestknowntime.com/route/alta-delle-cinque-terre-italy

Allora, veniamo alla ciccia. Com’è andata questo super lunghissimo su trail?

Sveglia alle 5 e 45, colazione e poi direzione Portovenere. Tra una cosa e l’altra sono partito alle 7 precise.

Clima caldo, ma fortunatamente coperto. E’ rimasto nuvoloso fino alle 10 e mezza. Dopo si è un po’ aperto, ma non c’è mai stato il sole pieno. Cosa che un po’ temevo.

Il primo pezzo con grande pendenza.

I primi km sono in comune con quelli finali dell’Alta Via del Golfo, che però nell’FKT di quest’ultima si fanno in discesa. Poi i due sentieri, che si ricongiungeranno più avanti a Campiglia, si diramano. La parte dell’AVG affronta il monte dal versante interno: è più lunga a livello di km, ma più facile. Purtroppo io dovevo fare l’Alta via delle Cinque Terre, che diventava molto tecnica verso Sella Derbi. Un luogo spettacolare a livello paesaggistico, con un single track a strapiombo sul mare, ma molto difficile. Infatti, per salire sono stato anche costretto qualche volta ad usare le mani, proprio per scalare letteralmente la montagna.
In questa parte c’erano punte anche quasi al 40% di pendenza, giusto per rendere l’idea.

Per fortuna questo tratto era proprio all’inizio e le gambe erano ancora fresche e soprattutto il cervello ancora non annebbiato.

Per fare i primi 5 km ci ho messo praticamente un’ora, ma era una cosa che avevo messo ampiamente in conto. Avevo studiato il percorso e coscientemente ho voluto affrontare questo pezzo con relativa calma, anche perché in questa preparazione io al massimo avevo corso per 3 ore e mezza e invece stavolta sapevo che sarei dovuto restare sulle gambe in un range tra le 5 e le 6 ore, se tutto fosse andato come previsto.

Campiglia, che spesso uso come punto di partenza tattico per i miei allenamenti su trail.

Da qua a qualche km ho vissuto i momenti migliori. Mi sentivo molto bene e mi veniva da accelerare. Così, dovevo forzarmi ad andare più piano, per non esagerare.

Sant’Antonio primo stop per ricaricare le borracce. Operazione obbligata, dato che da lì, km 7,5 al Santuario di Soviore, al km 25 non avrei più trovato fontane.

Da lì a poco, dopo il passaggio al Telegrafo, su tratti anche corsi dallo Sciacchetrail seppur nel verso contrario, il sentiero diventava più boschivo, addentrandosi di più nei monti e abbandonando via via la costa. Vari km di saliscendi, alcuni anche ben corribili.

Qua ho cercato di non strafare, anche nei tratti di discesa o falsopiano, consapevole di dover gestire le energie per ancora parecchio tempo.

Attorno a metà percorso si affrontava una salita tosta per poi da lì iniziare gradualmente a scendere.

Al passo del Termine si abbandona in verità l’Alta via delle Cinque Terre, che proseguirebbe verso l’entroterra. Invece, questo percorso, benché ribattezzato sul sito FKT “Alta via delle Cinque Terre” ripercorre più correttamente l’ex sentiero numero 1.

Insomma, dal Termine si corre in discesa su asfalto per qualche km, fino ad arrivare sopra Monterosso, per imboccare il sentiero 591, che porterà a Punta Mesco e da lì a Levanto, con il sentiero Verde Azzurro.

Lungo questa discesa ho incontrato il Santuario di Soviore, che nominavo prima, dove mi sono fermato per l’ultima volta alla fontana per ricaricare le borracce. Ho deciso di restare con un litro d’acqua totale, riempiendo solo due flask da mezzo litro, lasciando vuote le altre due che avevo nello zaino, così da risparmiarmi del peso nella schiena.

Intrapreso il sentiero verso Punta Mesco ho iniziato a soffrire un po’. Infatti, non conoscevo affatto questo tratto e si è rivelato più difficile di quanto mi aspettassi. Qualche km nervoso di saliscendo e poi una salita difficile a livello di pendenze e tecnica ed una discesa immediatamente successiva, altrettanto complessa, dove non ho corso praticamente mai. Terreno roccioso con tante pietre scivolose. C’erano anche alcuni incroci con altri sentieri che potevano trarre in inganno e qualche volta ho fatto ricorso alla mappa sullo smartphone per essere sicuro di non sbagliare direzione. Aggiungiamoci che erano ormai più di 4 ore che correvo su e giù per i sentieri e che il sole quasi di mezzogiorno stava per fare capolino: qua ho avuto forse il momento di maggiore difficoltà della giornata. Anche perché mentalmente, dopo la discesa di cui parlavo prima, mi ero un po’ illuso che le grosse difficoltà altimetriche fossero finite.

Arrivato a Punta Mesco, altro luogo molto bello a livello paesaggistico, si è tornati a costeggiare il mare, a circa 5km da Levanto e quindi dalla fine della mia avventura.

Sapendo che ormai il traguardo era vicino, ho ripreso morale.

Tuttavia, questi 5km però erano davvero trafficati dalle persone, che non sempre si spostavano e che comunque mi costringevano a rallentare spesso. Inoltre, anche qua, così come nel pezzo precedente, ogni tanto verificavo sul telefono la correttezza del percorso sul quale mi trovavo. Ma non era poi così importante. Sapevo che il più era fatto. E anche avessi rallentato di un minutino a km, cosa che effettivamente poi ho fatto, non sarebbe stata la fine del mondo.

Arrivo a Levanto in 5 ore 34 minuti e 41 secondi.

Per me un buonissimo risultato. Il mio piccolo traguardo era stare sotto le 6 ore. Anche se già il solo è stato un successo. E pure godendomi gran parte del percorso. Infatti, sono ovviamente arrivato stanco, ma neppure così distrutto, come invece temevo.

Anche a livello di doms nei giorni successivi non è andata poi così male. Sì, certo, qualche dolore è stato inevitabile, ma nemmeno così traumatico come poteva essere.

So benissimo che rispetto al tempo di Matteo Locori il mio è un’inezia. Da lui ho preso in circa 3 minuti di distacco al km, che se ci si pensa è una vita, ma poco importa.

Sono davvero strafelice di quello che ho fatto e di aver portato a casa uno degli obiettivi che mi ero prefissato mesi addietro.

Dopo l’arrivo mi sono concesso un minuto per recuperare, fare un paio di foto e video e poi, con estrema calma, ho raggiunto la mia ragazza in spiaggia.

A proposito di video, ho documentato live la mia avventura, specialmente su Instagram. Vi linko il mio profilo, dove trovate nella sezione delle storie in evidenza quelle di questa giornata, ed un post a carosello con alcune foto che ho scattato strada facendo.

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/da0a42/
Post su Instagram: https://www.instagram.com/p/CQT1_Y8Hnme/

Entrando in spiaggia tutto bardato da trail e puzzolente in mezzo ai bagnanti in costume.

Lì mi sono ricomposto, asciugato, rifocillato e cambiato, mettendomi il costume, per concedermi così un meritato bagno ristoratore.

A proposito di abbigliamento, visto che qualcuno qua e là me l’ha chiesto. Vi racconto anche com’ero vestito.

E poi già che c’eravamo siamo rimasti ancora un po’ al mare, fino a che quella santa della mia ragazza mi ha riportato a casa, festeggiando poi alla sera andando a cena fuori al ristorante, che ovviamente non potevo esimermi dal pagare io, il tutto innaffiato da una bottiglia di vino.

Insomma, comunque sia, è stata una bellissima avventura.

Non è un’ultra maratona, perché non ho effettivamente corso 42km, ma per me è come se l’avessi fatta. Del resto non avevo mai corso per così tanto tempo consecutivamente.

Anzi, fino a qualche tempo fa mai avrei pensato di poter correre per 5 ore e mezza di fila. Sì che non ho corso proprio tutto il tempo, dato che in certi tratti ho dovuto camminare.

Ho gestito bene le energie durante la giornata e ho cercato di godermi davvero ogni passo, tant’è che non mi sono fatto problemi a rallentare ogni tanto per fare una foto o un video. Non badando eccessivamente al tempo impiegato, ma pensando soprattutto a divertirmi.

L’unico momento di difficoltà, come raccontavo, l’ho avuto a 7/8km dall’arrivo, ma comunque l’ho superato dopo poco, pensando che ormai il grosso era fatto e che da lì a poco avrei iniziato l’ultimo tratto.

Aver studiato il percorso (dislivello, punti acqua, Google) e averlo provato il più possibile ha aiutato a limitare gli errori. Ho gestito bene la parte relativa all’idratazione e non ho quasi mai sbagliato strada. Mi è capitato solo una volta, ma mi sono accorto dell’errore proprio dopo 20 metri.

Avessi avuto uno smartwatch con le mappe probabilmente sarebbe stato anche meglio. Infatti, ho perso un po’ di tempo negli ultimi km per controllare sul telefono ogni tanto se mi trovavo nel sentiero giusto. E il cellulare quando si corre e si suda non è così facile da usare. Capita infatti che una goccia di sudore ci cada sopra e ti apra una schermata sbagliata e simili. Oppure, non c’è campo e non ti si carica la mappa e cose del genere. E quando sei stanco, dopo 4 ore di corsa, è un piccolo attrito che si potrebbe evitare.

Nota a margine: Komoot mi stimava come tempo impiegato per questo tracciato 5 ore e 27. Io ci ho messo 7 minuti in più come tempo ufficiale, ma se contassi solo quello in movimento, così come fa Komoot, 5 ore e 14, addirittura 13 minuti in meno. Comunque sia, una stima attendibile, anche se fatta su un percorso lungo e con un discreto dislivello.

Mi sono davvero divertito. E mi sono tolto la soddisfazione, esclusivamente personale, di fare questa piccola follia, sfidando me stesso ed alzando l’asticella di un po’ rispetto a quanto credevo fossi in grado di fare.

Non si è trattato di un grande risultato cronometrico, ma poco importa. E non lo dico per fare come la volpe e l’uva, ma semplicemente perché per me già percorrere questa distanza su sentiero con questo dislivello, significa tanto. A maggior ragione se si pensa che a gennaio ero fermo per il mio problema al tendine rotuleo. Del resto, per me, ma in generale per noi amatori la sfida è con noi stessi e qua ho voluto sfidarmi per vedere se sarei stato in grado di portare a termine questa piccola impresa.

A pensarci, è incredibile quanto si possa spingere in là il nostro corpo, seppur ripeto, non ho fatto nulla di straordinario paragonato ad altri.
Però per me questa è l’ennesima dimostrazione che bastano tanta pazienza e costanza ed i risultati personali si possono ottenere.

Ma davvero, è andato tutto benissimo, anche merito della mia ragazza che mi ha sopportato e sostenuto in tutto e per tutto, portandomi al punto di partenza e recuperandomi all’arrivo. Oltre a lei, devo anche ringraziare tutti voi che mi avete scritto prima, durante e dopo questo mio tentativo. Mi ha fatto davvero piacere sentire il vostro sostegno durante queste lunghissime 5 ore e mezza.
Se siete curiosi di guardare i numeri della mia avventura, vi metto anche il link alla relativa attività su Strava: https://www.strava.com/activities/5494380617

Ascolta la puntata!

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