Tutti i modi per portare i liquidi mentre si corre

Dopo parecchi mesi di tentennamenti è arrivato il caldo.

E quale periodo dell’anno più scontato di questo per parlare di idratazione.

Del resto, non può esistere un’estate in “Da 0 a 42” dove almeno in un’occasione si parli di questo argomento. Infatti, sarà davvero banale sì, ma tanto viene sempre fuori qualcosa di nuovo su cui chiacchierare.

Ed allora stavolta faccio una bella carrellata di tutte varie modalità con le quali è possibile (ed oserei dire consigliato) portare acqua ed in generale i liquidi durante le vostre uscite.

Piccola e veloce premessa: questi elementi sono principalmente pensati per il trail, dato che chi corre su strada ha accesso a fontane, bar o comunque luoghi di ristoro più facilmente.
Tuttavia, mi sento lo stesso di consigliarne l’utilizzo anche per correre in città, perché ad esempio un mezzo litro d’acqua fa sempre comodo ed io appunto me lo portavo dietro ben prima di passare alla corsa su sentiero, anche in inverno.

Partiamo allora dalla cosa più piccolina, arrivando a quella più capiente, cercando di fare una bella panoramica su tutto quello che si può fare sul tema, con pro e contro di ogni oggetto, con anche alcuni ulteriori consigli e strumenti utilizzabili.

Bicchiere soft flask

Questo in verità non serve per trasportare i liquidi in quanto bicchiere. E con questa affermazione potrete chiamarmi Capitan Ovvio.

Ci stanno all’incirca 200/250 millilitri, ma dipende un po’ da quale modello comprate.
Però, specie in periodo di Covid e pandemie mondiali, è un buon metodo per bere in modo più sicuro dalle fontane pubbliche.

Inoltre, essendo riutilizzabile, è anche un piccolo gesto green nei confronti della natura, consentendoci così di non sprecare bicchieri di plastica usa e getta, questo in special modo durante le gare, casomai fosse permesso rifornirsi autonomamente da una fontana o un punto acqua.

In più, essendo “soft flask” è fatto di un materiale morbido e resistente, che consente di accartocciarlo in una qualsiasi tasca per portarlo comodamente ovunque. Al momento del bisogno basta srotolarlo ed il gioco è fatto.

Pro: Comodo e multiuso. Non pesa praticamente nulla.
Contro: Non consente di portare con sé l’acqua.

Borraccia nascosta

Tecnica non esattamente professionale, ma comunque efficace per determinate situazioni.
Tra l’altro di questa mossa ninja ne aveva parlato anche Simone Luciani di Esco a Correre in un video di poche settimane fa.
Ma in cosa consiste esattamente?

Se fate percorsi su strada ad anello, potete piazzare una bottiglietta di plastica in un luogo tattico un po’ nascosto, da recuperare ad ogni passaggio. Così potrete correre senza niente in mano. Una volta arrivati al punto segreto vi fermate, recuperate la bottiglia, bevete, la rinascondete e ripartite. Mi raccomando, recuperatela all’ultimo giro o a fine allenamento.
Anche se siamo tutti quanti fan delle bottiglie di vetro o alluminio, in questo caso forse potrebbe essere meglio una bottiglia di plastica, che dà meno nell’occhio, rispetto ad una borraccia termica seria.

In aggiunta o anche in alternativa a questa soluzione c’è la fontana. Se il vostro luogo dove avete riposto la bottiglia è vicino ad una fontana, potrete anche ricaricarla.

Ovviamente, potete anche invece optare per la soluzione della fontana sul percorso, senza l’ausilio della bottiglia.

Pro: non vi dovete portare niente dietro. Simulate per certi versi la situazione che vivrete in una gara su strada, dove i ristori sono piazzati ogni tot km, solitamente 5.

Contro: non è una soluzione molto professionale. Siete costretti a seguire dei tracciati circolari. Dovete per forza fermarvi per bere. Dovete recuperare la bottiglia al termine dell’uscita.

Borraccia soft flask

Dello stesso materiale del bicchiere nominato poco fa.

Ne esistono vari marchi e dimensioni. Si va da quelle più piccole, da 150/200 ml fino al mezzo litro, in rari casi anche da 600 ml.

Il vantaggio di queste borracce è che quando si svuotano fanno una sorta di effetto compressione, occupando sempre meno spazio man mano che si beve. Così, non solo non occupano spazio, ma limitano anche l’effetto sciabordio delle onde: quel rumore d’acqua che sbatte ad ogni passo, che non sta simpatico proprio a tutti.

In più non è necessario inclinare la testa per bere, specialmente quando è bella piena, perché il sistema è pensato per far salire il liquido solo aspirando dalla cannuccia.

Se fate delle gare di ultra running probabilmente non ascolterete questo podcast. Ma a parte questo, il mio consiglio è di prenderle con il collo largo, perché se ve le riempiono al ristoro con le caraffe e avete quelle con l’apertura stretta, di acqua ce ne finirà davvero poca. Sarà più quella che finirà fuori che altro. In più avere l’imboccatura larga aiuta anche voi se volete inserire più agilmente i vari integratori da sciogliere nell’acqua.
E’ giusto prestare attenzione anche alla marca e a quanto spendete quando le comprate, perché quelle create da Amazon, tanto per fare un esempio, sono costruite con materiali abbastanza scadenti. E come ci inserite l’acqua dentro assume subito un cattivo sapore.
Dipende però da quanto siete schizzinosi sotto questo aspetto. Ciò non vuol dire che con quelle più care ciò non accada (tipo quelle della Salomon, che sono le mie preferite), ma ci vuole di più affinché questo accada. Idem per la durabilità del prodotto.
Io ad esempio, in questo momento ne ho 3 di Salomon e una di Decathlon e la differenza si nota.

Come si portano in giro?
Fascia elastica. Già nominata millemila volte in questo podcast. Io l’ho comprata dopo pochi mesi da quando ho iniziato a correre con costanza e la uso ancora. Permette di portare non solo la borraccia, ma anche altri oggetti, come lo smartphone, le chiavi e così via.
Zaino da trail. Per chi vuole fare distanze superiori, lo zaino/vest da trail è la scelta giusta.
Ci sono tantissimi modelli tra i quali scegliere. A me piacciono quelli che danno l’opportunità di mettere due borracce negli spallacci, in modo che si possa bere attingendo direttamente da lì. In questo modo, si possono portare fino a due soft flask da mezzo litro, con eventuale aggiunta di una sacca idrica, ma che vedremo meglio tra poco.
Magari un giorno faremo un focus solo sugli zaini. Fatemi sapere se è un argomento che potrebbe interessarvi!
Esistono anche degli anelli/guanti da indossare per poter portare in modo più comodo con voi la borraccia, anche solo semplicemente tenendola in mano con questi attrezzi.

Pro: molte dimensioni e capienze. Si riduce di volume una volta che si beve il contenuto. Costi non eccessivi.
Contro: a volte, specie all’inizio, c’è un po’ un sapore di plastica. A qualcuno la fascia/marsupio dà fastidio. Dopo qualche tempo potrebbero rompersi e diventare meno stagne.

Borraccia rigida (“classica”)
Anche lei fa benissimo il suo dovere. Se ne trovano di varie dimensioni. Le più comuni sono da mezzo litro.

Però a qualcuno alla lunga, quando inizia a svuotarsi, dà fastidio il rumore dell’acqua che vaga al suo interno.

Essendo fatta di materiali più duri rispetto alla soft flask e di conseguenza non rimpicciolendosi con il diminuire del contenuto, resta un elemento voluminoso.
Non è comodissima da trasportare, perché spesso è necessario proprio tenerla in mano.

Però, in modo analogo a quanto detto per la borraccia morbida, esistono pure qua degli anelli/guanti da indossare per portarla a spasso senza farsi venire i crampi alle mani.

Comunque se ci si fa caso, non è poi così raro vedere persone con la borraccia dura in mano, specialmente direi nelle gare americane e a volte pure nelle ultra, che fa pure un po’ figo della vecchia scuola. Sta molto all’individualità delle persone.
Personalmente non mi ci trovo bene e non le uso, ma se siete di questa parrocchia non vedo perché non proseguire su questa strada.

Pro: pressoché indistruttibile. Costi davvero bassi.
Contro: non sempre comodissima da portare in giro.

Camelbak o, più correttamente, sacca idrica

Decisamente l’oggetto dalla maggior capienza di quest’oggi. Ci sono sacche idriche di varie dimensioni: all’incirca si va dal litro e mezzo ai 3 litri.

Personalmente non ho alcuna esperienza con la sacca idrica. E onestamente preferisco portarmi piuttosto delle borracce piene di riserva dentro lo zaino, da sostituire poi al momento del bisogno. E’ vero che questa operazione richiede di fermarsi, togliersi lo zaino e sostituire le borracce. Ma se sto facendo una cosa del genere significa che sto correndo da parecchie ore e quindi anche una pausa di un minuto è sicuramente ben voluta.

Tuttavia, è giusto dire che ci sono persone che le preferiscono alla borraccia.

Anche perché consente di portare molti più litri rispetto a tutte le opzioni presentate fin’ora.
Poi, come dicevo, non è necessario fermarsi per ricaricare o cambiare le borracce, a meno che non si finisca tutta la scorta d’acqua.
Inoltre, un camelbak consente di avere spazio libero nella parte anteriore dello zaino. Da lasciare così, oppure da usare per altre soft flask magari da riempire non solo con acqua, ma con sali minerali o altri integratori.

Attenzione anche a lavarle bene, perché il rischio puzza è presente.

Pro: grande capacità di contenuto. Non occupa spazio davanti nel vest.
Contro: non facile da riempire.

Altri oggettini potenzialmente utili correlati a questi

Filtro depuratore
Questo oggettino, che si può comprare assolutamente a parte rispetto alla soft flask, è un pezzo che si mette in sostituzione del beccuccio originale della borraccia. Come dice il nome stesso, serve per depurare l’acqua presente nella borraccia. Questo potrebbe servire in casi di emergenza, direi solo se correte su sentiero, qualora riempiate la vostra da una fonte non sicura e pulitissima.
Onestamente non ce l’ho e non ho idea di quanto esso possa funzionare davvero, ma sicuramente per chi si avventura per tante ore fuori di casa potrebbe essere un upgrade dall’ottimo rapporto utilità/prezzo.
Si compra, si mette nello zaino e non ci si pensa più finché non c’è la reale necessità.

Cannucce
Sia per la borraccia soft flask, ma anche per quelle rigide esistono delle prolunghe, casomai nel vostro zaino da trail non arriviate bene a bere direttamente senza dovervi piegare o alzare il gomito. Il gomito è bene alzarlo solo quando si festeggia con le birrette nel post gara.
Per quanto riguarda le borracce rigide, è giusto dire che esistono proprio dei modelli specifici di questo tipo che danno l’opportunità di aggiungere questa cannuccia con beccuccio, che va a creare una funzionalità paragonabile a quella delle soft flask a livello di suzione.
In questo modo si potrà inserire nel vostro zaino da trail anche una borraccia rigida, esattamente così come si fa per quelle morbide.

In generale questa è una soluzione che a me non piace molto, perché queste cannucce vanno un po’ a sballonzolare qua e là quando si corre, ma c’è chi le utilizza senza alcun problema. Dipende molto anche dal vest che avete e a che altezza colloca gli spazi per i liquidi.

Ascolta la puntata!

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