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YOLO

Attenzione: oggi puntata che Montemagno spostati proprio!

A parte scherzi, non è mia intenzione inventarmi mentore, motivatore, fare del guruismo e simili. Ma, come sempre, vi porto la mia esperienza e pensieri personali. Personalissimi, in questo caso. Legati a doppio filo con ciò che mi è accaduto di recente.

Infatti, negli ultimi mesi, ed in particolar modo nelle ultime settimane, ho passato un periodo complesso, diciamo così, sotto il profilo personale. Non entro troppo nei dettagli.

E questo mi ha fatto pensare a svariate cose. Tempo per rimuginare me ne sono voluto concedere poco. Ho preferito, quando possibile, occupare la mente con altri pensieri ed attività. Ma qualche volta è stato inevitabile. E poi, lo sapete, quando si corre i pensieri vagano per i cazzi loro. E si ascolta il proprio flusso di coscienza.

E così ho pensato. Pure troppo.

Mi sono reso conto che il titolo dell’episodio odierno per tutti noi potrebbe e dovrebbe diventare un mantra: YOLO. Ovvero, “you only live once”, si vive una volta sola.

In sostanza, godersi la vita, viverla in pieno, anche implicando però l’assunzione di alcuni piccoli rischi. Di uscire fuori dalla stra famigerata zona di comfort.

Adesso arrivo alla corsa, abbiate pazienza ancora un attimo.

Io per primo, per anni, da quando sono nato, fondamentalmente, ho sempre pensato molto prima di agire. In qualsiasi situazione. E’ il mio carattere. Molto analitico. Però mi sono reso conto a posteriori di essermi bruciato delle opportunità. In svariati campi.

“Ogni lasciata è persa”, per usare un altro modo di dire.

Ma ho capito, prima correndo e poi in questi ultimi mesi, come invece non ci si dovrebbero fare tutte queste pippe mentali. Perché non si torna indietro. E ciò che non è stato fatto, forse non si avrà il tempo per recuperarlo.

Il futuro non è prevedibile, le cose possono cambiare nel giro di pochissimo tempo. Motivo per cui dobbiamo vivere al 100%. Facendo ciò che ci piace il più possibile. Senza ripensamenti.

E quindi? Finalmente veniamo al running… Buttiamoci!

Se avete un sogno, una gara, una distanza da raggiungere, un certo luogo dove volete correre, fatelo!

Basta paure. Se non lo fate adesso, forse non potrete recuperare in seguito.

Questa filosofia di vita, per così dire, si basa su tre principi che fondano un po’ lo YOLO. Principi che io stesso gradualmente ho iniziato sempre più a mettere in pratica, a modo mio, ovviamente.

Ve li racconto brevemente, come potete ben intuire, anche declinati sul nostro modo, quello della corsa. Ma alla fin fine si possono adattare a qualsiasi fatto, momento e decisione della vostra vita.

Vivere il presente

Questa è una cosa sulla quale ho già battuto la testa in passato. Ne ho già parlato in precedenza in qualche occasione. Perché correndo forse viene ancor più naturale parlarne e pensarci. Proprio quando si è lì. Eseguendo il gesto atletico della corsa, immersi nei propri pensieri.

Anche se a volte viene naturale farlo, non bisogna rimuginare troppo sul passato.

Ed allo stesso modo, non dobbiamo farci attanagliare dal timore del futuro. Tanto i probelmini, gli ostacoli, gli incidenti di percorso ci saranno. Mi dispiace, ma non sarà mai una linea retta senza alcuna piccola deviazione.
Pensate ad una qualsiasi preparazione abbiate fatto per una gara in precedenza. Sono pronto a scommettere che il 99,99% delle volte almeno qualche intoppo c’è stato. Che una o più uscite non sono venute fuori come da programma. Che qualche acciacco nel corso del tempo si è palesato. Che una volta c’era un impegno improrogabile e l’allenamento è saltato. O anche che la gara stessa non è andata come si sognava. Ci sta, succede.

Ma ogni volta che mettete le scarpette e correte, pensate al momento. A quel preciso momento. Concentratevi, godetevela. Senza rimorsi o pensieri negativi.

Lavorate su voi stessi, concentratevi sulla corsa e sul vostro momento di libertà e proseguite inesorabili, anche se il giorno prima non è andato come prevedeva la tabella.

Lì per lì, correndo, avrete anche l’opportunità di pensare e comprendere se c’è qualcosa da migliorare e provare a farlo. Ma come direbbero i Porcupine Tree “The best thing that you can do is take whatever comes to you. ‘Cause time flies”.
Prendete ciò che viene, accettatelo e fatelo vostro.

Aggirare gli ostacoli

Ne parlavo un attimo fa. Le magagne ci sono ogni tanto. C’è poco da fare.

E quando si pensa ad una gara, specie se un po’ fuori dalle proprie abitudini, più lunga o complessa del solito, è normale farsi delle seghe mentali a riguardo.

“Ce la farò?”, “Ma chi me l’ha fatto fare di iscrivermi ad una roba del genere?!”. Queste e simili sono domande che io per primo e penso anche tutti voi vi siate fatti mentre preparavate una mezza, una maratona, un trail, un ultra o qualsiasi altra cosa. A prescindere dalla distanza. Credo in questi casi venga naturale fermarsi un attimo e valutare a cosa si sta andando incontro. E magari come questa iscrizione e conseguente preparazione influenzerà sul nostro futuro.

E qua si potrebbe reagire in due modi distinti: facendosi prendere dall’ansia oppure dal desiderio di sfida. Quest’ultimo è in grado di darvi una spinta extra, mentre le ansie e la paura potrebbero bloccarvi.

E quindi che fare?

Ragionare, usare la logica: stiamo parlando di running. Di ultra running al massimo. Niente di irrealizzabile con l’ausilio della pazienza e della costanza. Chiunque, con i propri tempi e modi può farcela. Certo, non sto dicendo che si potrà correre una maratona in 2 ore e 30 minuti dal giorno alla notte. Ma chiudere una qualsiasi gara in modo decente e soprattutto soddisfacente è alla portata di chiunque sia qua all’ascolto. È solo una questione di costanza, pazienza, programmazione e forza d’animo.

I nostri miglioramenti a volte vengono rallentati dal timore delle conseguenze e dalla paura del giudizio degli altri. E invece, YOLO, si vive una volta sola.

Se volete fare una determinata gara, iscrivetevi! Se non lo farete resterete sempre con il dubbio. Buttarsi è l’unica via per affrontare questi dubbi. L’unico modo per sapere se una strada è sbagliata è percorrerla.

Basta rimpianti

Oh, doverosa precisazione: questi discorsi valgono anche per me. Specie quest’ultimo. Dove forse sono più carente. Perché la faccia da culo per rischiare un po’ ce l’ho. Ma il pensiero a cosa non è andato bene in precedenza, ogni tanto mi torna come un tarlo.

In particolar modo proprio perché a volte in passato non ho avuto il coraggio di buttarmi. 

E quindi, per non andare ad accumulare ricordi e pensieri legati al passato e ciò che non ci siamo concessi l’unica soluzione è proprio cercare di vivere al 100% l’oggi, raccogliendo esperienze, positive o negative che siano.
Come già detto, “The future is unwritten”, oggi sono citazionista. Il futuro non è scritto. E in questo preciso istante non possiamo sapere come sarà il nostro domani.

Il modo migliore per affrontare la corsa è quello di farlo concentrandoci su ciò che sappiamo fare in questo momento, alzando l’asticella sempre un po’ più in alto. Puntate al massimo che sapete essere alla vostra portata.

Non negatevi alcuna esperienza: gare, allenamenti in compagnia o in solitaria, viaggi, materiali, percorsi e destinazioni che desiderate.
Al contrario, dovete farne scorta e farne tesoro. Più esperienze accumulerete e più migliorerete. Senza paura del giudizio altrui. Avete paura di andare a correre con qualcuno di più veloce? Poco male: o lui correrà al vostro passo o alla peggio vi aspetterà alla fine. Che può succede di grave? Oppure, al contrario, magari allenandovi con qualcuno di forte potrete invece ottenere uno stimolo per migliorare, per sfidarvi, per crescere.

Questa è la nostra vita ed è una sola. Basta rimpianti: viviamola al massimo, togliendoci ogni sassolino.

In chiusura, mi scuso se questo episodio non ha parlato moltissimo di running e se per qualcuno può esser risultato stucchevole. Ci sta, lo capisco. Ma questo podcast, lo vado dicendo dal giorno zero, è una trasposizione in formato audio del mio diario di bordo. E anche nei diari segreti, quelli che scrivevate o che forse scrivete ancora, capita ogni tanto qualche pagina o periodo meno positivo.

So bene che qua dentro cerco di intrattenere. Senza lasciar spazio alle melenserie da quattro soldi.

Piuttosto, ho piacere di portare sempre momenti positivi e di crescita. O comunque, cercare di tirar fuori un insegnamento o un aneddoto divertente anche da qualche momento no.

Credo, a modo mio, di averci comunque perlomeno provato anche quest’oggi. E questo mi fa chiudere l’episodio almeno con la coscienza pulita.

Ascolta la puntata!

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