Non troppo tempo fa ho fatto uscire un episodio in cui vi raccontavo come mi organizzo, da buon nerd della precisione, quando devo fare una gara.
Episodio “Come mi organizzo per le gare”: https://www.spreaker.com/user/lorenzomaggiani/come-mi-organizzo-per-le-gare-running
Questi due episodi possono essere definiti quasi come complementari. Infatti, oggi vado ad integrare un po’ la cosa, focalizzandomi più su come mi comporto io a ridosso e dopo la gara stessa. Raccontandovi proprio tutta la mia routine che precede e che segue una competizione.
Qualcosa, appunto, l’ho già accennato in questa puntata già nominata e ci sta verrà parzialmente ripetuta. Ma oggi vado proprio nel dettaglio di tutte le abitudini e attenzioni che cerco di avere in un momento così delicato. Del resto, quello della gara è il momento della verità, quello cruciale, dove si raccolgono i frutti di mesi di lavoro quotidiano. E credo sia doveroso da parte nostra non rischiare di rovinare tutto per qualche disattenzione. Inoltre, è bene essere organizzati anche per godersi al 100% tutta l’esperienza, performare pure meglio e recuperare più velocemente dopo.
Pre gara
Prima di partire, se la gara fosse lontana da casa, faccio la valigia, ovviamente. Io mi sono fatto col tempo una lista di tutto ciò che mi serve. Checklist che ogni tanto aggiorno aggiungendo qualcosa. In sostanza le voci sono: tutto il materiale per correre (maglia, maglia termica, pantaloni, calze, guanti, buff, cappello, scarpe, ecc), la roba specifica per il trail (zaino, borracce, telo termico e così via), la parte relativa all’integrazione per il prima, durante e dopo la gara (gel, cibo per la colazione, sali minerali, integratori vari) ed altri oggetti che uso (cinturino sottorotuleo, fascia cardio, caricabatterie dell’orologio ed altre amenità di questo tipo). Nella lista ci metto pure le spille da balia per attaccare il pettorale, perché in qualche occasione, seppur rara, non le hanno messe nel pacco gara ed ho dovuto rimediare in altro modo.
La filosofia che adotto in queste occasione è sempre di pensare al peggio. Di conseguenza, mi porto, che ne so, una maglia termica o un k-way anche se le temperature sono mediamente alte o il meteo previsto è ottimo.
Ho accennato anche al discorso alimentazione e colazione. Come sempre, la faccenda è soggettiva, ma io preferisco azzerare i rischi e fare sempre colazione con qualcosa che mangio abitualmente. Ve ne parlo meglio tra poco.
Cronologicamente, il passo successivo è quello di andare sul luogo di gara, eventualmente fare check-in nella struttura ricettiva scelta per soggiornare e passare al ritiro del pettorale.
A volte capita che il ritiro si faccia il giorno stesso della gara e non il precedente. Ma se posso, opto sempre per prenderlo prima, così da godermi di più anche l’expo e fare le cose con più calma.
Nella giornata che precede la gara cerco comunque di non stancarmi troppo. Non faccio corse praticamente mai alla vigilia. Ma l’ultima uscita per me è due giorni prima, con una corsa facile di circa 45 minuti.
Inoltre, cerco di bere parecchio. In verità è un’abitudine che ho acquisito in tutti i giorni della mia vita, corsa o non corsa. Ma a maggior ragione cerco di prestarci attenzione alla vigilia. E’ bene arrivare idratati al giorno della gara, senza però dover bere tanto a pochissimi minuti dalla partenza.
Se è il caso, mi porto a spasso direttamente una bottiglia d’acqua, così da poter bere in modo costante e ben spalmato nell’arco delle 24 ore precedenti il via.
Alla sera, c’è l’immancabile carico di carboidrati, possibilmente con la pasta. Ho la fortuna che la mia ragazza lavori proprio in un pastificio artigianale. Se siamo in un appartamento, ci cuciniamo direttamente quella. Se invece siamo a dormire in albergo, cerchiamo un ristorante, senza comunque mangiare cibi mai provati (almeno io, lei può fare quello che vuole), anche se a volte la tentazione è forte. Ma cerco di resistere, sapendo che poi potrò rifarmi con gli interessi poche ore dopo.
Dopo la cena, preparo tutto il materiale per il giorno dopo.
Guardo le previsioni del meteo, per cercare di capire quali saranno le condizioni del domani, sia a livello di temperatura, che di pioggia.
Poi, anche in base a queste indicazioni, inizio con l’attaccare il pettorale alla maglia e tiro fuori, piazzando ordinatamente i vari oggetti su un ripiano, tutto quanto.
Metto già le cose che mi serviranno nello zaino da trail, come il telo termico, i fazzoletti, le garze, ecc. Tiro pure già fuori pure i gel, le barrette, i sali minerali e le borracce.
Prima di dormire, metto in carica lo smartphone e quasi sempre anche lo sportwatch, che su trail userò anche per aiutarmi nel seguire la traccia gpx.
Sonno che spesso non arriva così facilmente, un po’ per l’agitazione e un po’ perché per cercare di dormire un numero significativo di ore, a volte l’ora in cui mi metto a letto è un bel po’ anticipata rispetto alle mie abitudini.
Giorno gara
Veniamo poi al giorno della gara.
Se non ho grossi spostamenti da fare per andare al luogo di partenza, mi sveglio circa 3 ore prima dell’orario del via.
E’ per questo che prima dicevo di andare a letto molto presto. Anche perché l’intento, non sempre riuscito in queste occasioni, è di dormire almeno 7/8 ore. Ma non ne faccio un dramma se dormo di meno, per una volta.
Appena alzato faccio colazione. Io nel tempo ho scoperto di digerire e assimilare bene due tipologie di colazione, che ora vi racconto brevemente.
La prima, quella più semplice, è pane e marmellata. Se riesco, il pane è ai cereali e la marmellata ai frutti di bosco, ma non mi formalizzo particolarmente su questa cosa.
L’altra, un po’ più elaborata, è il porridge. Tra l’altro qualche tempo fa ho pubblicato su Instagram la ricetta che seguo io. Reel: https://www.instagram.com/reel/CZwGHOAA4iU/
Nel porridge metto della frutta secca e frutta fresca. Vado un po’ a sensazione, in base a cosa ho a disposizione ad anche alla stagionalità.
Però, c’è un doveroso disclaimer da fare prima di emularmi. Il porridge non è un alimento super digeribile per tutti. Motivo per cui io, ad esempio, non lo faccio con il latte classico, ma con quello di soia. E comunque, l’avena è una fonte di carboidrati a lenta digestione, ricca di fibre e per questo in grado di fornire energia a lungo termine. Ottima per attività come la corsa, ma lenta da digerire. Perciò, mangiarsi il porridge troppo a ridosso della partenza potrebbe risultare indigesto. E’ per questo motivo che io la colazione la faccio 3 ore prima del via.
Prima di uscire di casa, bevo in totale giusto un paio di bicchieri di acqua. Solitamente, uno appena sveglio, insieme alla colazione, ed uno prima di partire. Non ha senso né bere troppo poco, per poi rischiare di disidratarsi, né di cappottarsi di acqua. Che poi scapperà la pipì mentre si corre.
Se ci si è mantenuti ben idratati il giorni prima della gara, questi due bicchieri saranno più che sufficienti.
Do’ un’ulteriore occhiata alle previsioni del meteo, specie se devo correre un trail. E nel caso fosse cambiato qualcosa in peggio, rimedio ad eventuali mancanze.
Riempio le borracce d’acqua, ci metto dentro i sali e poi mi vesto. Metto nello zaino da trail quelle e anche la parte di integrazione, oltre che al telefono.
Farà ridere dirlo, ma prima di uscire cerco anche di andare in bagno, seppur un richiamino di pipì al cesso chimico pochi minuti prima del via te lo vuoi negare? E’ proprio lì che si assumono gli anticorpi più forti per correre al meglio.
Se alla gara sono da solo, vado a lasciare la sacca al deposito borse. Altrimenti, la mia ragazza si sobbarca la menata di portare alcune cose che verranno buone per il post corsa.
E poi, in base anche al regolamento ed ai vari orari, mi avvio alla partenza ed entro in griglia. Questo lo raccontavo anche nell’altra puntata. Mi sono capitate occasioni, leggasi Vienna o Firenze, dove l’attesa in griglia è stata decisamente lunga e pure al freddo. Di solito questo capita nelle maratone più numerose. In questi casi, mi porto anche un poncho di plastica usa e getta da indossare prima di entrare nelle gabbie e togliere a pochi istanti dalla partenza. Spesso comunque questo telo viene dato proprio nel kit del pacco gara.
Una volta, ma adesso ho smesso, mi prendevo anche un gel pre sport pochi minuti prima della partenza. Tuttavia, avendo cambiato le mie abitudini riguardo la colazione, non lo faccio più da qualche tempo.
E poi, beh, si parte! Non è certo oggi che vi dirò come gestirvi in gara: godetevela!
Post gara
All’arrivo, si presume e spera con medaglia al collo, esco dalla zona di gara.
Cerco di bere il prima possibile. Quasi sempre l’acqua si trova all’arrivo o è contenuta nel pacco gara che consegnano subito dopo la medaglia.
Se, come accennato prima, c’è quella santa della mia ragazza ad attendermi, le ho appioppato preventivamente un asciugamani ed una giacca/giubbotto o simili. E quindi, mi asciugo e mi copro immediatamente, a meno che proprio non sia estate piena. Se è il caso, le ho pure lasciato in eredità qualcosa per reintegrarmi subito nel post. Come ad esempio, del latte proteico o delle barrette. Comunque sia, nel pacco gara c’è sempre qualcosa di solido da mangiare.
Se invece fossi da solo, la prima cosa che faccio è andare a recuperare la sacca. Lì dentro troverò l’asciugamani, un cambio asciutto e la mia reintegrazione post gara.
A questo punto, non resta che pensare a com’è andata, farsi qualche foto, magari aspettare l’amico o scambiare delle chiacchiere con altri runner conosciuti lungo il percorso.
Godersi le ore appena trascorse ed il viaggio che ci ha portato ad esse.
Con comodo, torno alla camera e mi sparo una bella doccia. Nel caso non avessi questa opportunità, perché si sia già dovuto fare check-out, vedo se farla in quelle messe a disposizione dall’organizzazione. Onestamente, non è il massimo della vita, ma è sicuramente anche questa cosa fa parte dell’esperienza.
A questo punto, mollo i freni e mangio come se non ci fosse un domani. Magari accompagnando il tutto con vino o birra. Ma questa è un’altra storia.
