Avere consapevolezza del proprio corpo

Tutti i vantaggi ed i piaceri che possiamo ottenere da questa competenza.

Definizione di Wikipedia.
Con l’espressione consapevolezza corporea si intende uno stato di coscienza e percezione dei propri movimenti e meccanismi corporei non mediate. Rientra nel più ampio spettro dei meccanismi neurali di coscienza, e il suo raggiungimento può essere legato talvolta alla pratica della meditazione, in quanto pratica capace di portare l’essere umano a una maggiore autoconsapevolezza.

In senso fisico, essa è definita dalla temperatura corporea, dalla presenza di stati di affaticamento, dalla coordinazione nei movimenti e in generale dalle sensazioni che attengono al corpo.

Parrebbe che le prime forme di consapevolezza corporea, almeno nel senso della coordinazione cosciente dei movimenti, appaiano già negli ultimi due mesi di vita del feto, quindi ancor prima della nascita.
In ogni caso, la consapevolezza corporea si sviluppa principalmente nei primi tre anni di vita, man mano che si innalza la capacità motoria e la padronanza dei movimenti.

Poi cosa succede? Cresciamo. E in parte, complici le comodità che abbiamo a disposizione, ci dimentichiamo di avere questa capacità.

Competenza che invece, grazie allo sport, ed in questo caso alla corsa, possiamo recuperare e fare nostra. Ottenendo molti benefici.

La consapevolezza è una condizione mentale che porta a essere completamente concentrati sul presente, sul qui e ora.

A volte crediamo di farlo mentre corriamo, ma invece la nostra testa è altrove, concentrata sui problemi di casa, di lavoro, sui fatti nostri, insomma.
Mentre alcuni studi hanno dimostrato come la consapevolezza controbilanci gli effetti dello stress, procurandoci un senso generale di benessere.

Per la cronaca, esiste proprio una disciplina della corsa, chiamata Mindful running che ne parla e che la mette in pratica. Per i più curiosi, c’è pure un libro dall’inequivocabile titolo “Mindful running: La corsa consapevole” che vi spiega bene di cosa si tratti.
Oggi non mi interessa sponsorizzare assolutamente questa particolare attività, anche perché non ho nemmeno letto il libro in questione. Ma voglio parlare terra-terra, come faccio spesso qua dentro, del perché dovremmo avere consapevolezza del nostro corpo.

Respirazione

Partiamo dal respiro. Elemento fondamentale nello sport, nella corsa e a maggior ragione quando lo usiamo come parametro e come metro per capire come stiamo.

Prestate particolare attenzione alla vostra respirazione quando correte, specialmente durante le corse rigeneranti. Ascoltate le vostre sensazioni, le vostre inspirazioni ed espirazioni prima, durante e dopo l’allenamento.

Anche solo questo semplice gesto (che poi così semplice non è nella pratica) può aiutarvi nel raggiungere una condizione mentale concentrata ma tranquilla.

Come spesso dico, la corsa è anche una sorta di meditazione in movimento. Ed il respiro è il primo passo.

Riduzione degli infortuni

Tutti noi runner abbiamo paura di farci del male. E purtroppo alimentiamo troppo spesso il luogo comune che ci vede sempre infortunati, dall’ortopedico o dal fisioterapista.

Beh, saperci ascoltare può ridurre drasticamente il rischio di subire infortuni.

Stabilire una connessione con il respiro e di conseguenza con il corpo ci permetterà di migliorare sensibilmente sotto questo aspetto.

Infatti, ascoltandoci, possiamo cercare di capire quando è la giornata o è il singolo momento nel quale si può spingere o, viceversa, quando si deve rallentare.
Ovviamente tutti abbiamo già questa conoscenza insita dentro di noi, ma non sempre ne siamo completamente consapevoli o, peggio, non ci prestiamo attenzione, ignorando i segnali che ci sta inviando il corpo sotto forma di sensazioni sgradevoli, piccoli fastidi, acciacchi e così via.

Se vi sentite stanchi, affaticati, con qualche piccolo fastidio fisico, per un giorno rinunciate alla corsa di qualità. Spostate le ripetute al giorno dopo, che non succede nulla, e correte una sgambata rigenerante, prestando particolare attenzione al respiro, rivolgendo l’attenzione al vostro corpo.
Oppure, non correte proprio. Per un allenamento saltato non è mai morto nessuno. E chissà che una giornata di riposo non possa che farvi più bene che altro.

Gestione degli sforzi

Nella corsa, soprattutto per quella di endurance, sapersi ascoltare è fondamentale per poter dosare meglio gli sforzi sul lungo periodo.

Capendo, all’interno della singola uscita, quando ci si può permettere di andare più forte e quando è bene salvare la gamba.

Se dovete correre una maratona, saprete benissimo che non potrete spremervi al 100% fin dal primo km. E cercherete di andare il più costante possibile. Ma anche all’interno di uno sforzo così tendenzialmente costante avrete certamente momenti di maggiore brillantezza alternati ad alcuni di appannamento. E’ qui che dovrete sapervi ascoltare, così da poter dosare nel modo giusto le energie, aiutati dal vostro corpo e dalla vostra mente.

Quando facciamo sport, l’organismo ci invia continuamente segnali per farci capire se ciò che stiamo facendo ci provoca reazioni positive o negative (il dolore, il piacere). Dobbiamo solo ricordarci di accendere il nostro interruttore ed imparare ad ascoltarci. La corsa è un’attività perfetta per questo: quando corriamo spesso siamo soli con noi stessi, senza distrazioni dovute alle altre persone. Ascoltiamoci.

Allena il cervello e la mente

Diventare consapevoli dei messaggi che ci spingono ad abbandonare o rallentare, può aiutarci ad affrontarli al meglio. Con consapevolezza, appunto.
Questi segnali provengono dal nostro corpo o dalla nostra mente?
Cercate di separare i reali bisogni fisici che ci portano a rallentare il passo, dall’attrazione che questa idea può insinuarsi nella nostra mente.
Quante volte nel vostro cervello sono affiorati pensieri come “Sono stanco” o “Non ce la faccio più”! Non soffermatevici troppo su. Perché dovete essere in grado di capire, tramite l’ascolto del vostro corpo, se essi sono segnali esclusivamente mentali, ed allora vanno ignorati, o di problemi reali fisici. Ed in questo secondo caso, come dicevo anche prima, rallentate.

Non è il caso di fare gli eroi a tutti i costi, non bisogna non mollare mai, perché a volte è giusto farlo per una questione di salute. Ma essere consapevoli del proprio corpo vi permetterà di distinguere da un reale problema fisico rispetto a qualcosa di auto-indotto mentalmente, così da superarlo senza difficoltà.

Insomma, per chiudere, gran parte di questa consapevolezza passa dalle proprie capacità e dal proprio respiro, elemento davvero potentissimo a nostra disposizione.

Questo vale anche al di fuori della sfera sportiva: nella vita di tutti i giorni siamo occupati da così tante incombenze che fermarsi e concentrarsi sul proprio respiro può essere utile per tutti, runners e non runners all’ascolto.

Prima di passare alle solite chiamate all’azione finali, vorrei consigliare un piccolo esercizio che potreste fare per migliorare nella vostra respirazione. Per renderla, come dicono i coach, diaframmatica.

Se non mi sbaglio ne ho già parlato anch’io in passato e comunque è una pratica già conosciuta. Ma ricordarvelo male non fa.

Cercate di svolgerlo più volte alla settimana e non solo una volta ora che ve lo racconto. 2, 3, 4, 5 volte. In alternativa, anche questa cosa che ho già raccontato, pure lo yoga è un’ottima pratica per ritrovare la propria centratura respiratoria e mentale.

Sdraiatevi su una superficie comoda. Gambe divaricate e piedi rilassati.
Chiudete gli occhi e appoggia una mano sulla pancia.
Respirate lentamente e profondamente, concentrandovi sul movimento del respiro. Sul “su e giù” della mano. Dovete proprio respirare “con la pancia”, riempiendola d’aria, utilizzando tutta la vostra capacità polmonare.
Quando avete raggiunto una vostra quadratura, analizzate il vostro corpo dalla testa ai piedi. Cercando di focalizzarvi sulle sensazioni che vi stanno arrivando. Più respirate e più dovreste riuscire a rilassarvi e a rilassare ogni parte del vostro corpo. Metaforicamente, sprofondando nel pavimento.
Se durante questo esercizio la vostra mente si allontana per pensare ai pensieri ricorrenti, lavoro, amici, la cena da preparare, ecc, cercate di scacciarli e tornate torna a concentrarvi sul ventre e corpo. In questo modo dovrete essere e dovrete diventare più consapevoli ad ogni respiro.

Iniziate con qualche minuto e poi, come potrete ben immaginare, se potete aumentate con il tempo, senza fretta.

Ascolta la puntata!

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