La mia Francigena con Gaetano

Tempo fa l’amico Gaetano Fresa era stato ospite di questo podcast per presentare il suo progetto Francigena. Ovvero, camminare e correre dal confine tosco-emiliano fino a Roma, in svariate tappe consecutive, in supporto di Dynamo Camp e per la piantumazione di alberi, oltre che per un po’ di raccolta rifiuti.

Ebbene, anch’io ho voluto dare il mio supporto a Gaetano, non solo parlandone, ospitandolo su “Da 0 a 42”, ma anche partecipando attivamente ad una delle sue tappe di running. Anzi, di trail running. Per la precisione, il 31 maggio, nella sia quarta frazione, da Aulla a Sarzana.

Per seguire e sostenere Gaetano e Dynamo Camp, ecco i vari riferimenti.

Sito: https://www.dreamandrun.com

Progetto Francigena: https://www.dreamandrun.com/uncategorized/la-via-francigena-il-progetto.html

Dynamo Camp: https://www.dreamandrun.com/uncategorized/dynamo-camp-cose-come-donare.html

Instagram: https://www.instagram.com/dream_and_run_gae/

Facebook: https://www.facebook.com/Dream-And-Run-101811241583141

Il mio profilo Instagram: https://www.instagram.com/da0a42/

Episodio “Lungo la Francigena con Gaetano Fresa”: https://gopod.me/da0a42-143

Vi racconto com’è andata!

Poco più di 18km con circa 650 metri di dislivello positivo. Sicuramente una tappa non semplice, soprattutto per lui che deve gestire le forze per ancora più di un mese.

Vi racconto com’è andata, invitandovi ancora una volta a seguirlo e a sostenerlo, anche economicamente, sia lui direttamente, che Dynamo Campo, la Onlus che sta supportando. Trovate il link al suo sito e ai suoi profili social nelle note dell’episodio.

Appuntamento poco dopo le 8 davanti all’Abbazia San Caprasio di Aulla, luogo di inizio tappa e dove lo stesso Gaetano ha alloggiato la notte precedente. Sono andato in auto fin lì, recuperandolo al volo, per poi parcheggiare con lui la macchina alla stazione di Aulla. Mossa saggia, ci accorgeremo col senno di poi.

Ritorno all’Abbazia, stavolta camminando, per scaldarsi un po’ e anche per mangiare una banana pre-running acquistata da un indiano a caso.

Ridendo e scherzando, quasi mezz’oretta di passeggiata giusto per tornare al punto di partenza. Ma con Gaetano devo dire che c’è stata fin da subito una bella intesa, come se fossimo amici da tempo che semplicemente non si vedevano da un po’.

E da qui, via! Per la nostra tappa. Partiti poco dopo le 9 del mattino, complice un meteo favorevolissimo. Caldo sì, ma assolutamente in modo contenuto. Con un sole non troppo forte e anzi, con il cielo anche un po’ velato, che ci ha evitato le calure che a fine maggio potevano palesarsi.

Il percorso, che avevo già un po’ studiato nei giorni precedenti, prevedeva una prima parte impegnativa, dove era concentrato tutto il dislivello positivo, con una salita importante, un po’ di discesa e subito un’altra salitona. Invece, la seconda metà era molto più facile, prima con una discesa e poi con gli ultimi 4-5 km pianeggianti. E così è stato.

Fin dall’inizio abbiamo camminato, seppur a un discreto ritmo, raggiungendo prima il borghetto di Bibola e poi quello di Vecchietto. Sul nostro cammino qualche pellegrino c’era, tra cui due tedeschi fantastici che Gaetano aveva conosciuto già un paio di giorni prima ad un ostello. Ci siamo fermati a fare due chiacchiere con loro, superando anche le differenze linguistiche ed anagrafiche, uniti dall’amore per i sentieri e per la natura. Chiacchiere anche utili per recuperare un po’ di energie preziose, in vista della lunga giornata.

Il pezzo più tosto è stato quello che ci ha portati quasi allo scollinamento di Monte Grosso, la più alta asperità di giornata e cronologicamente la seconda delle due salite che citavo. Pendenze anche attorno al 20%, ma più che altro terreni tecnici e rocciosi, dove era necessario stare attenti a dove si mettevano i piedi per non incappare in scivoloni.

Una volta scollinato, circa all’ottavo km, si è iniziata una bella discesa verso Ponzano Superiore, un borgo un po’ più grande dei precedenti, ma pur sempre molto caratteristico.

Da lì in poi il peggio era passato. Abbiamo affrontato una lunga discesa di circa 5km che ci ha portati quasi al livello del mare. Alcuni punti un po’ più impegnativi e tecnici, altri molto più facili e molto corribili.

Dopodiché, il percorso sbucava sulla ciclopedonale sarzanese. Un tracciato piuttosto conosciuto dalle mie parti e molto utilizzato dai runner locali. Un percorso che costeggia il Canale Lunense, molto bello e facile da correre. Da qui tutto facile facile in pianura per gli ultimi 4km circa, fino all’arrivo nel centro di Sarzana, avvenuto pochissimo prima delle 12.

Alla fine, ci abbiamo messo 2 ore e 45, ma considerando le varie pause dovute a foto, incontri, scelta sui bivi da prendere, per poi decidere ugualmente per strade sbagliate e così tornare indietro, anche un tempo decente. A maggior ragione per Gaetano che dovrà gestire energie e quant’altro in vista del lungo percorso che ancora lo attende.

Tant’è che nel segmento di Strava (che sappiamo essere più importante della Bibbia) da Vecchietto a Ponzano Superiore, abbiamo fatto registrare il quinto tempo assoluto (https://www.strava.com/segments/28641044?filter=overall).

Un bellissimo percorso, non banale, ma davvero con alcuni scorci molto belli. Sia tra i boschi che nelle viste. E’ il primo momento di Francigena italiana, per chi ovviamente se la spara tutta, dove si inizia a vedere il mare.

Infatti, il paesaggio alternava momenti di macchia mediterranea ad altri molto più aperti ed assolati. Stesso discorso per i terreni: si passava dalla terra più canonica allo sterrato, passando anche dalla roccia.

Mi sento comunque di consigliarlo a tutti gli amanti del trail, perché era davvero molto bello e anche pulito, pur essendo comunque un tracciato ben battuto e conosciuto dai vari pellegrini.

Abbiamo sbagliato strada qua e la più di una volta, ma è un grande classico di chi fa trail. Per fortuna Gaetano era dotato di una meravigliosa app che suonava avvisandoti quando di stavi allontanando troppo dal percorso corretto. Così, alla peggio siamo tornati indietro di quei 100 metri e abbiamo ripreso la giusta direzione. E’ questo l’unico piccolo appunto che mi sento di fare: in alcuni incroci o passaggi non era così scontato prendere il sentiero corretto e forse la via Francigena, anche perché è abbastanza conosciuta, poteva essere segnalata meglio.

Ovviamente, non sono mancati gli incontri, come quelli con i sopracitati tedeschi ed altri camminatori o biker. Come non sono mancate le foto ed i video, soprattutto di Gaetano che ha documentato davvero tutto. Trovate tantissime sue stories direttamente tra quelle in evidenza nel suo profilo Instagram. Di questa tappa, ma anche delle altre che ha vissuto e che tutt’ora sta vivendo in questi giorni.

Ho messo anch’io comunque in evidenza le storie nel mio profilo Instagram (https://www.instagram.com/da0a42/) e che ne approfitto per ricordarvi di seguire.

Dopo l’arrivo ci siamo concessi qualche minuto di relax a Sarzana, per poi tornare in treno ad Aulla, cambiarci e sistemarci, recuperare l’auto, dove Gaetano aveva lasciato il suo zaino da camminatore. Come accennavo in apertura episodio, è stata una buona mossa mettere l’auto subito fuori la stazione, perché l’avessimo lasciata dall’Abbazia poi ci sarebbero toccati quei 25 minuti di camminata all’ora di pranzo, da stanchi. Meglio invece averli usati come riscaldamento, quando ancora eravamo freschi. Anche mentalmente li abbiamo affrontati meglio.

Dopodiché siamo tornati nuovamente a Sarzana per concederci un meritato pranzo al ristorante con birretta annessa. Ristorante dove ci hanno portato da mangiare senza averci però dato le posate: la tipica ospitalità ligure in tutta la sua magnificenza!

A seguire gelatino e via! Il tutto per completare il reintegro dei campioni, consigliato da tutti i nutrizionisti sportivi.

Io purtroppo poco dopo ho dovuto salutare Gaetano per tornare alla mia routine, ma è stato davvero un piacere condividere con lui questa giornata.

Una giornata dove ho imparato tanto, iniziando ad entrare nello spirito che anima i pellegrini e che li accomuna, superando barriere di ogni tipo, tornando ad una sorta di fratellanza, dove si riassapora uno spirito di solidarietà che sempre più stiamo perdendo.

E se me ne sono accorto io in un solo giorno, non so cosa potrà dire Gaetano al termine di tutto il suo percorso!

Una splendida esperienza, dove ho imparato molto. Soprattutto ho capito che la corsa, per quanto sport meraviglioso, tuttavia passi in secondo piano quando si vivono esperienze complete come queste, di condivisione e passione. Ed in questa ho provato a dare anch’io il mio contributo per questo progetto ambizioso e anzi sono onorato di averne fatto parte.

Ne approfitto per ringraziare Gaetano per questa corsa. Ma dire corsa sarebbe riduttivo: è stata un’esperienza completa, dove ho finalmente potuto conoscere uno di voi, facendolo anche per giunta correndo su trail e per uno scopo benefico. Alla fine, nonostante le salite, abbiamo chiacchierato ininterrottamente per tutto il tempo, come se ci si conoscesse da una vita: è anche questo il bello della corsa e dello spirito di aggregazione della community dei runner e nello specifico di voi che mi seguite!

E poi non posso esimermi dal fargli l’in bocca al lupo per questa sua avventura in direzione Roma.

Sì che quando uscirà questo episodio sarà quasi arrivato, ma non importa!

Ascolta la puntata!

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