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“Ma chi te lo fa fare?!” e i suoi fratelli

Ogni tanto mi capita di ricevere domande del tipo: “Ma perché fai uno sport tanto faticoso?”
“Ma come fai ad alzarti presto per andare a correre?”, “Che voglia che hai!”.
Oppure: “Come fai a correre con questo tempo?”, questo chiaramente quando piove o quando fa parecchio freddo. Ma anche: “Quanti km che fai! Sei un eroe!”.

Ovviamente no, non sono un eroe. E non faccio neppure così tanti km, se paragonato a molti altri, più forti di me e che questi km li fanno pure più velocemente.

Forse sono un po’ folle, quello sì. Ma in verità non c’è niente di folle nel fare una cosa che piace e che dà soddisfazione. Altrimenti di certo non la farei. E sono anche uno a cui piace dormire, non posso negarlo. Ma la corsa vince anche sulla pigrizia, almeno per me.

E quindi no, non sono un eroe. E come non lo sono io, non lo sono neppure tutti gli altri migliaia di runner, mattinieri e non. La realtà è che ne abbiamo bisogno. Ne sentiamo la necessità.
Anche se questa cosa ci piace, non vuol dire che non si faccia fatica nel stare fuori a correre, anche per alcune ore.
Ma per quelli come me, credo che il beneficio che se ne trae sia molto superiore allo sforzo compiuto, all’investimento fatto.

E, per rispondere alla domanda dell’alzarsi presto, c’è da dire che molti runner scelgono questo orario anche per mancanza di alternative. Ma, come raccontavo in una recente puntata, secondo me il mattino presto ha il suo fascino.

Puntata “Perché mi piace andare a correre al mattino”: https://gopod.me/da0a42-015

Insomma, chi ama questo sport, lo fa incondizionatamente dalle ore spese e dalle condizioni nelle quali si corre. Al caldo come al freddo, di giorno come di sera, alla luce come al buio, o quasi.
Semplicemente, essendo un’attività che piace, non pesa affatto sacrificare qualche ora di sonno o prendere della pioggia. Anzi, secondo me sono proprio queste piccole cose, queste varianti a rendere anche più interessante la cosa, rendendola meno monotona, per certi versi.

Nessun runner è un eroe, anche se qualcuno potrebbe sostenere che correre con il freddo, la pioggia e tutti gli agenti atmosferici dia un’aria da eroi.
Ma invece no. Non lo sono neppure tutti quelli che fanno delle ultra maratone o degli ultra trail, alla Tor des Geants, Tor des Glaciers ed affini. Certo, sono atleti preparatissimi. Specialmente quelli che arrivano in fondo e che si giocano pure la vittoria. Sono dei grandi, secondo me. Dei fenomeni. Ma eroi no, senza entrare nella classica retorica, gli eroi sono altri. Ma perché dico questo? Perché queste persone intraprendono un viaggio, fisico ma anche spirituale, del quale sentono bisogno. E se non ne sentissero la necessità, state certi che non lo farebbero.

Adesso, nonostante che pure io abbia ricevuto, anche più di una volta, questo genere di domande, non voglio neanche paragonarmi lontanamente alle imprese dei runner più forti. Perché per me già finire una maratona lo è stata. E chissà quali sono le domande che arrivano a loro e quante volte se le sono sentite ripetere!
Con questi minuti di podcast, voglio semplicemente rispondere a coloro che appunto hanno fatto a me questa domanda, senza rendersi conto che oltretutto rispetto a molti altri sono una vera pippa.
Mi rendo conto comunque che tutto è relativo. E se non corri, non puoi capire. E pure uno come me può sembrare un discreto atleta, cosa che non sono.
Io stesso, prima di iniziare a correre con costanza, non comprendevo. Proprio per questo oggi faccio questa puntata.
Inoltre, se uno non pratica nessuna attività sportiva, anche solo fare un’oretta e mezza di corsa sembra impossibile. Ovviamente non lo è. E non ci vuole neppure molto, a dirla tutta.

Ma, tornando all’argomento principale della puntata, ciò che spero si sia capito da questi minuti, è che chi corre, soprattutto per lunghe distanze, lo fa perché prova piacere a farlo, dato che nessuno glielo impone. Ognuno poi avrà il proprio perché, la propria motivazione principe. A prescindere da quale potrà essere questo motivo, nessuno sforzo (alzarsi presto, correre per molte ore, uscire col freddo e la pioggia) risulta pesante: tutti questi investimenti e piccoli sacrifici valgono la pena di esser fatti per ciò che la corsa restituisce in termini di soddisfazione, di sensazioni, di emozioni. E’ un vero e proprio viaggio, nel quale ogni momento ed ogni esperienza ripaga di tutto quello che si è investito, a partire dei mesi precedenti una gara, passando ovviamente per la gara stessa, dove si va pure a condividere il viaggio con altri folli. Come me, come noi.

Ascolta la puntata!

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